04:08 29 Novembre 2020
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La didattica a distanza a cui sono costretti gli studenti che frequentano le scuole superiori italiane rischia di avere un impatto negativo nella loro esperienza educativa per il sovraccarico di compiti, il lungo periodo di tempo passato davanti ad uno schermo e la poca socializzazione con compagni e professori.

L'allarme arriva dai genitori e dalle associazioni, riporta il giornale Adnkronos: la didattica a distanza infatti non solo distanzia gli studenti dall'ambiente scolastico e dai propri professori, ma grava sulla motivazione allo studio a causa di un sovraccarico di compiti e di troppe ore passate davanti a uno schermo.

"Sono caricati in modo indecente andando avanti così perderemo una generazione come motivazione allo studio. La scuola dovrebbe fermarsi e fare un momento di riflessione. Non si può applicare la stessa metodologia in presenza con la Dad. E’ cambiato solo il mezzo ma compiti e valutazioni si basano sugli stessi elementi. I più piccoli si concentrano su uno schermo in un numero di ore eccessivo. Fino all'anno scorso li dissuadevamo dall’uso dello schermo e ora li piazziamo lì davanti" spiega all’Adnkronos Angela Nava Mambretti, presidente Coordinamento Genitori Democratici.

Age: La Dad non deve essere una pratica fine a sé stessa

"Si sta chiedendo ancora di più ma la Dad non deve essere una pratica fine a sé stessa. Il sovraccarico di compiti si fa sentire più di prima perché la giornata dei ragazzi si articola tra le lezioni al pc e i compiti pomeridiani, che vengono assegnati quotidianamente. [...] Prima c’erano attività complementari come la musica e lo sport che scandivano gli intervalli” spiega la presidente di Age, l’Associazione Italiana dei Genitori, Rosaria D’Anna.

​"La sensazione che hanno i ragazzi è che non si stacchi mai, soprattutto trascorrendo la giornata chiusi in casa. E’ un allarme da valutare anche rispetto all’aiuto da dare ai più piccoli. Molti di loro, non avendo i genitori in casa, perché non tutti hanno la fortuna di lavorare in smart working, possono avere difficoltà maggiori" fa notare ancora D’Anna.

Moige: Non si tratta di un'approccio di didattica, ma una didattica integrativa

"La complessità della Dad crea un forte disagio ai nostri ragazzi. Non è un approccio di didattica, è una didattica di emergenza, integrativa. La Dad è un nome troppo nobile per parlare di didattica, direi che si tratta di tentativi di didattica. I docenti non sono stati formati adeguatamente e da parte loro riscontriamo grandi difficoltà" rimarca Antonio Affinita, direttore generale del Moige.

Ad inizio mese una classe di una scuola superiore di Faenza ha deciso di apporre con l'aiuto dei bidelli le proprie foto sui banchi di scuola, in modo che durante la didattica a distanza i professori in videolezione non si sentano soli e in segno di protesta per tornare ad una didattica in presenza.

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