22:19 03 Dicembre 2020
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Il consulente del ministro della Salute chiede di agire immediatamente per evitare un lockdown totale. L'allarme arriva dopo diversi video e scatti di assembramenti nelle grandi città durante il week end.

"Servono dei veri lockdown cittadini e spetta ai governatori proclamarli. Vedo troppa gente ancora in giro. Nelle grandi città, penso soprattutto a Milano, Genova, Torino e Napoli, serve agire con decisione", ha detto Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza, in un'intervista a La Stampa. "Zona rossa a Napoli? L'avrei fatta 2 settimane fa", precisa. 

"La situazione è drammatica, a volte tragica ed è in continuo peggioramento, necessita di assoluti interventi rapidi", prosegue Ricciardi. 

"Non si possono vedere immagini di persone nelle piazze, nelle strade, sul lungomare, senza mascherina, una vicina all'altra", aggiunge in riferimento a immagini e video catturati nel week end in alcune città della zona arancione, come Catania. 

"Vanno rafforzate le presenze di medici e infermieri dove è necessario, perché si stanno infettando medici e infermieri e stiamo perdendo le prime linee".  La suddivisione dell'Italia in tre fasce di rischio, spiega, "è l'ultimo tentativo prima di essere costretti a calare la carta del lockdown nazionale che nessuno vorrebbe dover giocare. E per non sprecare questa opportunità è bene che le Regioni collaborino, soprattutto perché la situazione negli ospedali è un disastro"

Il vaccino in ritardo

Gli studi sul vaccino sono in ritardo, "non sono ancora arrivati i dati della sperimentazione allargata di fase 3 né del vaccino di AstraZeneca, previsti per ottobre, né di Pfizer che dovevano arrivare questa settimana", avverte Ricciardi.

Per vedere la luce fuori dal tunnel si dovrà aspettare la primavera e i primi mesi del 2021 "saranno ancora di dura battaglia", afferma. "Nella migliore delle ipotesi, l'agenzia del europea del farmaco (Ema), potrà autorizzare l'immissione in commercio" all'inizio del prossimo anno. 

Alla luce dell'annuncio di Ricciardi, appaiono sempre più incerte le dichiarazioni del premier Conte e dei vertici di Ibrm Pomezia, che avevano annunciato la disponibilità di 2-3 milioni di dosi a partire dai primi di dicembre, da distribuire ai soggetti più esposti per iniziare la campagna di vaccinazioni di massa. 

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