16:27 24 Novembre 2020
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La giunta bypassa il governo e decide di estendere la zona rossa a tutta la provincia speciale, dopo la chiusura di Bolzano e altri dieci comuni.

Con il nuovo Dpcm il governo ha inserito l'Alto Adige in zona gialla, ma la giunta provinciale sceglie la linea dura e decide di estendere la zona rossa, già imposta da alcuni giorni su Bolzano e altri dieci comuni. 

“L’andamento epidemiologico con i numeri in costante crescita e il sempre maggior numero di comuni dichiarati zona rossa lo impongono. È inutile ormai applicare due provvedimenti diversi“, ha dichiarato il presidente della provincia Arno Kompatscher. 

La nuova ordinanza con cui l'Alto Adige diventa zona rossa sarà firmata nelle prossime ore e resterà in vigore per un periodo di quattordici giorni. 

  • Le nuove restrizioni prevedono la didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado, spostamenti solo per necessità, lavoro e salute, divieto di uscire dal territorio del comune e della provincia, chiusura delle attività commerciali non essenziali. 
  • Chiusi anche nidi e scuole per l'infanzia, negozi di estetisti e parrucchieri.
  • Sulla decisione di chiudere la provincia pesano i 781 casi registrati nelle ultime 24 ore, pari al 26% dei tamponi effettuati. 

La retromarcia di Kompatscher

Quella di Kompatscher in realtà è una retromarcia rispetto a una posizione più morbida mantenuta nel mese di ottobre, che la provincia ha opposto alle restrizioni del governo utilizzando l'autonomia speciale per tenere aperti teatri e cinema e chiudere bar e ristoranti alle 22, piuttosto che alle 18. Una linea su cui, però, la provincia si è dovuta ricredere lo scorso 2 novembre, imponendo di fatto un semi-lockdown

Il presidente della provincia di Bolzano ammette che “una crisi come questa non la ricordo, in sette anni di presidenza della giunta altoatesina” e decide di chiudere tutto, comprese quelle attività per cui il Dpcm non prevede sospensione.  Restano aperti solo negozi di generi alimentari, generi di prima necessità, farmacie, parafarmacie.

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Coronavirus, Alto Adige, Italia
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