16:48 24 Novembre 2020
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In un'intervista al Corriere della Sera, il governatore del Veneto Zaia commenta la suddivisione in fasce creata dal governo attraverso il nuovo Dpcm, criticando il mancato confronto tra Stato e regioni su alcune questioni.

"Il Veneto è regione 'gialla', dunque potrei starmene zitto, non ho rivendicazioni. Ma il problema esiste: nate come strumento di analisi per le Regioni, le fasce sono diventate nottetempo un sistema di classificazione dei territori. Erano un aiuto, si sono trasformate in un giudizio, con un punto debole: manca il contraddittorio tra le parti. Da lì nasce il conflitto" afferma il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia durante l'intervista al Corriere.

Il governatore del Veneto parla di un mancato confronto con il governo, e richiede di poter dialogare con quest'ultimo al fine di modificare alcuni parametri per la suddivisione in fasce.

"Vogliamo che alcuni parametri siano migliorati. L'incidenza dei positivi sul numero dei tamponi, ad esempio, non tiene minimamente conto dei test rapidi. In Veneto ne facciamo 10 mila al giorno, come si fa a non inserirli nella base di calcolo? Come vede non parliamo di una formula matematica dall'esito infallibile, ci sono ampi margini di discrezionalità" ha dichiarato Zaia.

Truccare i dati? Impossibile in Veneto

Sulla base delle dichiarazioni di Crisanti che parlavano dell'ipotesi per le regioni di truccare i dati riguardanti i contagi per evitare chiusure, il governatore del Veneto rifiuta l'idea per la sua regione.

"Qui in Veneto è impossibile. Ad occuparsi dei dati sono tecnici che non mediano con la politica. Nascondere i numeri in una pandemia, comunque, è come nascondere la polvere sotto il tappeto: puoi dire che tutto va bene, ma se poi gli ospedali scoppiano è dura far finta di nulla. È pur vero, però, che ci sono una montagna di parametri e pensare che a Roma ci sia un ufficio capace di verificare tutto al millimetro fa ridere" ha assicurato il governatore.

Zaia sul caso Cotticelli: "Questa vicenda è la risposta a chi dice che il Sud ha avuto meno del Nord: forse è un problema di efficienza"

"La Calabria versa in questa difficile situazione da dieci anni e il commissario è stato nominato proprio dal governo. Ora lo cacciano ma chi lo aveva messo lì? Ci sarà pur un responsabile o no? Il tema è culturale: in Veneto un cittadino non ammetterebbe mai risposte come quelle viste in tivù, da noi pure i bambini ormai sanno quanti posti abbiamo in terapia intensiva. La pandemia dev'essere l'occasione per stanare le sacche di mala gestione che sopravvivono da decenni. E mi lasci dire che questa vicenda è la risposta a chi dice che il Sud ha avuto meno del Nord: forse è un problema di efficienza e responsabilità, non di soldi" commenta Zaia sul caso del commissario alla Sanità della Calabria rimosso da Conte.

Richiesta autonomia alle Regioni

"Sono le Regioni ad avere i pazienti sull'uscio di casa, non il governo, dunque dobbiamo essere ascoltate. Ciò detto, ripeto: l'autonomia è vera assunzione di responsabilità. Ce la diano, poi ciascun cittadino giudicherà" ha concluso Zaia.

Ieri, durante la conferenza stampa giornaliera del governatore sul tema del Coronavirus, ha affermato che i casi di infezione in Veneto sono in aumento, ma i dati relativi alle terapie intensive e al periodo di ospedalizzazione media e anche l'età media dei contagiati, più giovani e meno inclini a riportare una forma grave della patologia legata al Sars-CoV-2, sono più confortanti rispetto al mese di marzo.

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