14:37 28 Novembre 2020
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Nominata su proposta del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, Maria Luisa Pellizzari, 61 anni, è la prima donna a ricoprire il ruolo di numero due della Polizia di Stato.

“Per come ho vissuto e vedo la polizia da 35 anni, non è neanche una notizia”, ha detto però nelle dichiarazioni rilasciate subito dopo la nomina. “Non voglio sminuire il significato di genere di questa scelta che mi inorgoglisce – ha spiegato - ma le donne sono nell’amministrazione da 40 anni, abbiamo questori, vertici di direzioni. Certo, lo stupore iniziale, quella difficoltà d’approccio che magari riscontrai io a metà anni Ottanta, non esiste”.

Per il nuovo numero due della polizia, ha “un valore enorme il senso della squadra. Se poi guidi con equilibro, con umanità, ci si scorda quasi il genere. È la forza di andare insieme su un obiettivo, ciò che ho imparato. Devo tanto a chi me lo ha passato e a chi lo ha appreso, collaborando”. 

Ma non nega ci sua un “approccio femminile” al mestiere di poliziotto: “Siccome le donne in un ambiente nato al maschile devono faticare di più per mettersi in luce, e devono sempre dare un po’ di più degli altri per essere apprezzate, per noi è necessario un sovrappiù di tenacia. Ecco, se dovessi definire una qualità delle donne in polizia, é che sono tenaci”.

​Nella sua lunga carriera, Pellizzari ha partecipato all’arresto degli assassini di Giovanni Falcone e di mafiosi come Leoluca Bagarella, ha diretto l’Anticrimine e il Servizio centrale operativo (Sco): “Il bello di questo mestiere è che è sempre nuovo. I periodi meno gratificanti servono da stimolo a non fermarsi mai”.

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