03:29 28 Novembre 2020
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La Polizia Postale di Bologna e Milano ha individuato una truffa estesa in tutto l’hinterland milanese, dove i malviventi proponevano vestiti alla moda a prezzi bassi ai giovani utenti di Instagram: 12 sono state le denunce e 5 gli arresti.

L'operazione "Safe Social" condotta dalla Polizia Postale di Bologna e Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna, ha portato alla scoperta di una truffa online localizzata nel milanese ed effettuata tramite il social network di Instagram attraverso la quale i malviventi avevano raggirato oltre 2400 utenti, di cui 1600 adolescenti.

"Sono giovani e giovanissimi internauti di tutta Italia, generalmente esperti utilizzatori della rete, le vittime di un’associazione per delinquere dell’hinterland milanese (Rozzano, Buccinasco, San Donato Milanese, Lacchiarella) che in un anno ha truffato oltre 250.000 euro" si legge nel comunicato stampa della Polizia Postale.

L'attività criminale è iniziata nel 2018 e, sfruttando anche la situazione pandemica che ha costretto alla chiusura molti negozi al dettaglio, ha utilizzato lo shopping online per raggirare migliaia di giovani tramite la compravendita di capi di abbigliamento su Instagram.

Come si legge nel comunicato, "la proposta di capi “alla moda” dal modesto valore commerciale, l’uso di un ambiente social in voga tra i più giovani e l’utilizzo di profili con migliaia di followers hanno facilmente attratto le giovani vittime, inducendole agli acquisti poi rivelatisi truffaldini. Gli utenti, accuratamente selezionati, venivano contattati su instagram ed indotti al pagamento mediante ricariche di carte prepagate. Successivamente, i truffatori, con altri profili social, ricontattavano le vittime persuadendole ad effettuare un nuovo pagamento, adducendo giustificazioni pretestuose come spese di dogana o problemi fiscali".

L'analisi dei movimenti sulle 15 carte prepagate utilizzate per raccogliere i profitti, incrociati con i tabulati telefonici hanno consentito l'individuazione di 2.400 vittime di cui 1.600 minori.

All'interno dell'organizzazione era presente un promotore, che era titolare di 4 carte usate per raccogliere i guadagni che in parte venivano poi monetizzati attraverso prelievi da ATM.

Tutti e 12 gli indagati sono stati sottoposti a perquisizione personale e domiciliare, mentre 5 di questi alla custodia cautelare degli arresti domiciliari, con divieto di utilizzo di apparecchiature telefoniche e informatiche. Sono stati inoltre sequestrati i profili Instagram, le carte prepagate e i c/c dove venivano riversati i proventi illeciti.

All'inizio del mese un'altra truffa è stata sventata, questa volta a Genova, dove il tentativo era stato quello di raggirare una donna di 73 anni con la richiesta di soldi per curare la finta figlia malata di Covid.

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