18:48 25 Novembre 2020
Italia
URL abbreviato
112
Seguici su

Il presidente del Piemonte ha definito "senza logica" la scelta di imporre la zona rossa in Piemonte e annuncia che la regione potrebbe impugnare il decreto.

"Se chiedi alle persone dei sacrifici devi saper spiegare qual è la logica che c’è dietro. Non si possono usare due pesi e due misure", dice il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, in una intervista a La Stampa, che vuole vederci chiaro e rileggere bene i dati che hanno portato il governo a decretare la regione in zona rossa. 

Il presidente Cirio vuole vederci chiaro e rileggere bene i dati che hanno portato il governo a decretare la regione in zona rossa. 

"Cosa rispondo io a un ristoratore piemontese che mi domanda perché lui è costretto a chiudere mentre a Napoli, dove la situazione epidemica è analoga alla nostra, le persone possono serenamente andare a mangiare la pizza sul lungomare?". Questo il cruccio di Cirio che non mette in discussione le restrizioni sulla regione, quanto il fatto che le misure non siano omogenee. 

“Ho sempre condiviso la necessità di un inasprimento delle misure – spiega - tant’è che io stesso nelle scorse settimane ho adottato ordinanze restrittive per i centri commerciali, ho ridotto la capienza del trasporto pubblico e ho introdotto la didattica a distanza per le scuole superiori. Pretendo però che venga fatta chiarezza sul metodo adottato dal governo per decretare la suddivisione del Paese in fasce di rischio”.

No a criteri differenziati

La regione aveva chiesto "misure omogenee per tutto il Paese: una zona arancione molto estesa" con eventuali restrizioni nelle aree più a rischio ma "non siamo stati ascoltati". Cirio, come altri governatori, lamenta l'incomprensibilità dei criteri adottati nella suddivisione delle aree del Paese per rischi. 

Il risultato è che "regioni con situazioni simili - prosegue - rientrano in zone di rischio diverse in base a criteri che non ci sono stati spiegati. Non solo. Oggi abbiamo aree rosse accanto ad aree gialle, come se il virus rispettasse i confini geografici".

Cirio precisa che non ha alcuna intenzione di minimizzare la situazione sanitaria della regione.

"Io non contesto il merito, ma il metodo con cui sono state adottate le misure", afferma. "Non escludo nessuna azione - avverte - ma prima voglio vederci chiaro. Speranza ci ha chiesto di inviare i dati epidemici più aggiornati: voglio leggerlo come un segnale di apertura".

La rivolta dei governatori

La complessità dei criteri adottati, 21 parametri differenti, ha creato lo scontento di molti governatori che hanno protestato per essere finiti in zona rossa o arancione, mentre altre regioni con pari Rt o numero di terapie intensive sono stati assegnati alla zona gialla, con minori restrizioni per le attività economiche e gli spostamenti. 

Il governatore della regione Lombardia, Attilia Fontana, ha parlato di uno schiaffo alla Lombardia e ai lombardi. Duro anche il presidente della Sicilia, Nello Musumeci, che ha commentato: "Sembra di essere su scherzi a parte". 

Il presidente ad interim della Giunta Regionale della Calabria, Nino Spirlì, intervistato da Sputnik Italia, accusa il ministro della Salute Speranza: "C'è stata disparità di trattamento con le altre regioni".

Tags:
Coronavirus, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook