18:14 28 Novembre 2020
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Il quartier generale del Movimento per il Socialismo (Mas) ha subito un attacco dinamite durante una riunione in cui era presente il neopresidente eletto Luis Arce.

Un attentato scuote la Bolivia a pochi giorni dalla cerimonia di insediamento di Luis Arce, il nuovo presidente eletto alle ultime elezioni con il Movimento per il Socialismo (Mas), lo stesso partito del predecessore Evo Morales. 

"Pochi minuti fa siamo stati vittime di un attacco da parte di un gruppo che ha lasciato un candelotto di dinamite nella sede centrale, mentre il nostro presidente eletto Luis Arce stava tenendo una riunione", ha detto giovedì il portavoce del Mas, Sebastian Michel, alla stampa nazionale.

L'episodio intimidatorio avviene mentre nella città di Santa Cruz, roccaforte dell'opposizione di destra, sono in corso proteste di piazza e blocchi stradali contro presunti brogli elettorali del Mas, nonostante la vittoria schiacciante sui propri avversari del socialista Arce, che riconsegna il Paese al partito di Morales.

Nonostante la gravità dell'accaduto "non abbiamo visto dichiarazioni del ministro dell’Interno Arturo Murillo - sottolinea il portavoce - e per questo sentiamo che siamo abbandonati a noi stessi, senza alcuna protezione, e che nessuno ci dà la garanzia necessaria per la sicurezza delle nostre autorità elette". 

Anche l'ex presidente Morales, dal suo profilo Twitter, condanna l'attentato. 

"Piccoli gruppi tentano di generare un clima di confusione e violenza, ma non ci riusciranno - scrive l'ex presidente - Non cadremo in nessuna provocazione, la nostra rivoluzione è pacifica e democratica". 

​Poche ore prima l'ex presidente aveva stigmatizzato il governo di fatto dell'autoproclamata presidente Jeanen Añez per aver tentato di diffondere dubbi sulle elezioni attraverso un membro del Tribunale Supremo di Bolivia. 

Luis Arce, candidato del Mas, si è imposto alle scorse elezioni presidenziali del 18 ottobre, con il 55% sui suoi avversari. Il suo principale rivale, l'ex presidente Carlos Mesa, ha ottenuto solo il 31,5% dei voti. 

La crisi politica in Bolivia

La crisi politica è esplosa in Bolivia dopo le elezioni dell'ottobre 2019. Le opposizioni non hanno riconosciuto la vittoria di Evo Morales, che si era imposto per il quarto mandato consecutivo, e hanno gridato a brogli elettorali con violente proteste per le strade, con morti e violenze. Dinnanzi ai disordini alcuni ufficiali dell'esercito e delle forze dell'ordine hanno chiesto le dimissioni di Evo Morales, che ha rinunciato ed ha lasciato il paese.  

La leader dell'opposizione, Jeanine Anez, si è dichiarata presidente a interim della Bolivia nonostante non sia riuscita a raggiungere il quorum necessario, in quanto i legislatori del Movimento per il socialismo (MAS) del partito al governo erano assenti. Lo scorso 18 ottobre le elezioni hanno riconfermato un presidente del Mas, nonostante sia stata impedita la candidatura di Evo Morales come parlamentare. 

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presidente, Attentato, Bolivia
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