02:24 29 Novembre 2020
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Il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, e il direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute, hanno spiegato durante una conferenza stampa come funziona l’attribuzione della fascia di rischio e quali sono gli indicatori che consentono di classificare una regione come "arancione" o "rossa".

"Ci può essere una Regione che apparentemente ha pochi casi, ma ha un indice Rt alto e ha pochi posti letto in terapia intensiva, e chiaramente allora quella Regione è in sofferenza”. Così il direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute, Giovanni Rezza ha spiegato i criteri dietro l’assegnazione delle diverse aree di rischio previste nell’ultimo Dpcm, dopo le polemiche delle ultime ore.

Davanti ai giornalisti il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, assieme allo stesso Rezza, hanno chiarito come il nuovo decreto Conte si inserisca in un "percorso condiviso da Regioni, ministero della Salute e Cts, che si ispira a modelli internazionali e si delinea in un processo in tre fasi".

Brusaferro e Rezza, citati da Fanpage, hanno spiegato come l’attribuzione del “colore” (verde, giallo, arancione, rosso, a seconda della fascia di rischio) ad ogni regione dipenda da diversi indicatori, divisi in tre categorie: di “processo”, di “esito” e di “capacità del sistema sanitario”. Il tipo di scenario, secondo i tecnici, deriva quindi “dall’incrocio” di questi fattori.

“Tante volte non si capisce come ma la Regione x sia in rosso, quando altre sono in giallo, magari con meno casi, ma bisogna leggere tutti i dati nella loro interezza”, ha detto Rezza, rispondendo alle osservazioni arrivate da più parti in questo senso. E fa l’esempio della Calabria: “Non ha un'incidenza molto alta, ma un Rt elevato, come è possibile? Perché l'Rt mostra quella che è la tendenza e anticipa un aumento dell'incidenza”.

Un altro dato da tenere in considerazione, secondo l’esperto, è quello della “capienza delle terapie intensive, della capacità di rintracciare la catena di trasmissione del contagio… tutti questi contribuiscono a rendere una Regione come la Calabria nell'area rossa".

La Campania, invece, al centro delle polemiche in queste ore per l’alto numero di casi, per Rezza avrebbe un indice di trasmissibilità più basso grazie agli "interventi implementati con ordinanze locali” che “potrebbero aver avuto un certo effetto sulla trasmissione".  

Il lockdown o lockdown “light”, a seconda dei casi, dovrebbe restare in vigore per almeno due settimane. Anche le regioni “gialle”, quelle dove per ora la situazione sembra essere sotto controllo, potrebbero virare verso l’arancione o il rosso anche già in questa settimana, nel caso in cui gli indicatori mostrino un peggioramento dello scenario. Questo vale anche per i singoli comuni dove ci sono più contagi.
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