18:45 25 Novembre 2020
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In 25 pagine il dpcm 3 novembre condensa le novità e le conferme delle disposizioni previste per il contrasto della pandemia da coronavirus. Il dpcm è accompagnato da un allegato lungo 323 pagine.

Pronto il testo definitivo del dpcm del 3 novembre firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte la scorsa notte.

Tra i punti di novità il coprifuoco dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo. In questa fascia oraria, su tutto il territorio nazionale, possono spostarsi esclusivamente persone con “comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Il dpcm raccomanda “fortemente” di non spostarsi “per la restante parte della giornata” se non per recarsi a scuola, al lavoro o per motivi di salute, per situazioni di necessità o per fruire di servizi non sospesi.

Sospesi i musei e gli altri istituti di cultura “di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio”, che si aggiungono così alle altre attività ricreative e di intrattenimento già sospese dal precedente dpcm.

Le norme per la scuola

Le scuole superiori restano a casa in tutto il Paese e svolgeranno la didattica a distanza al 100%. Sono consentiti agli alunni e alunne delle scuole superiori solo le attività in presenza per “ l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.

Per quanto riguarda invece “l’attività didattica ed educativa per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina.”

Da sottolineare che in alcune regioni, tra cui la Campania, non frequentano la scuola anche la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione.

L’Italia divisa in zone

Veniamo alla grande novità di questo dpcm che introduce una divisione del territorio nazionale in base alla gravità della diffusione del coronavirus.

Il decreto descrive le misure di contenimento del contagio aggiuntive che si applicano solo su alcuni territori nazionali, dividendo tali misure in scenari ad “elevata gravità” e di “massima gravità”.

Non si riscontrano nel testo, quindi, espressioni che facciano riferimento a zone rosse o zone arancioni.

Il testo descrive quindi due scenari: elevata o massima gravità e si riferiscono agli scenari che già aveva descritto l’Istituto superiore di sanità in un suo documento presentato a metà ottobre.

Tali scenari di maggiore gravità prevedono limitazioni ulteriori rispetto a quelle ordinariamente già previste dal dpcm sull’intero territorio nazionale.

Tuttavia il testo conferma quanto reso noto nelle scorse ore, ovvero che gli scenari verranno applicati “con ordinanza del Ministro della salute, adottata sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, sulla base del monitoraggio dei dati epidemiologici”. Quindi il ministro Speranza dovrà prima parlare con i presidenti di regione e non potrà automaticamente applicare le misure maggiormente restrittive.

Le restrizioni una volta applicate resteranno in vigore per 14 giorni, mentre il Ministero della Salute effettuerà aggiornamenti su base settimanale il “permanere dei presupposti” di permanenza in uno scenario o nell’altro.

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