08:31 02 Dicembre 2020
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Il sindaco di Codogno e della Lombardia contro i dpcm di Giuseppe Conte, considerati miopi e indiscriminati, perché stanno affossando l'economia e non tutelano la salute.

Il sindaco di Codogno e altri sindaci della Lombardia mostrano tutta la loro insofferenza contro le restrizioni nazionali imposte dal governo Conte.

Già in occasione del dpcm 24 ottobre i sindaci lombardi avevano inviato una lettera a Conte contestando la decisione di chiudere molteplici attività commerciali perché ritengono le scelte fatte indiscriminate e “miopi”.

I sindaci lombardi, infatti, parlano di “scelte miopi che affossano l’economia e mettono a repentaglio la salute stessa”, che si vorrebbe in realtà difendere.

Ricordano, i sindaci, che le attività commerciali lombarde “sono allo stremo delle forze” dopo la batosta ricevuta dal primo lockdown e ritengono eventuali ulteriori chiusure una scelta “totalmente indiscriminata”.

Dividere la Lombardia in aree

Gli amministratori locali contestano la linea del governo di dividere il Paese in Regioni con diversi gradi di rischio. Per questi ogni singola Regione dovrebbe essere divisa in aree di rischio al suo interno, perché, dicono, “nel lodigiano stiamo registrando pochi contagi”.

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Lombardia, Coronavirus
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