03:57 28 Novembre 2020
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Torna la truffa dei buoni Amazon "regalati" via WhatsApp, una pratica truffaldina nota e stantia, ma che purtroppo miete ancora molte vittime.

WhatsApp è uno degli applicativi di comunicazione di massa più usati dai truffatori informatici per carpire i dati personali delle persone. E come convincere gli utenti a cliccare link pericolosi se non con una succulenta esca che abbia le sembianze di un buono Amazon da 250 euro?

Accade così che nonostante questa truffa sia nota e arcinota, quasi stantia, ci sia ancora chi è disposto a credere alla favola di qualcuno che vuol regalarci 250 euro di buono Amazon via WhatsApp.

E la truffa del buono Amazon si riaffaccia periodicamente sull’applicazione di messaggistica istantanea più utilizzata d’Italia.

Non solo buoni Amazon, anche buoni Ikea, Decathlon, Carrefour, Trony e di tante altre note catene di centri commerciali e di supermercati sono utilizzati per raggirarci.

La domanda da porsi è semplice, anzi banale: perché qualcuno dovrebbe regalarmi un buono via WhatsApp?

Il furto dei dati personali

L’obiettivo è quello di “fregarci” i dati personali a scopo di truffa. I truffatori informatici, infatti, hanno bisogno dei nostri dati reali per compiere atti illeciti su altre piattaforme web.

Ponetevi quest’altra domanda: dareste i vostri dati personali al primo che ve lo chiede per strada? Perché allora dovreste farlo nel web.

Se si viene raggirati che fare?

Se in qualche modo ci si rende conto di essere stati raggirati nel web o di aver fornito le proprie generalità a dei truffatori informatici, è consigliabile rivolgersi alla Polizia di Stato per ottenere tutto il supporto necessario.

Rinviare, tentennare o provare vergogna nel chiedere aiuto alle forze di polizia potrebbe aggravare la situazione.

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