18:54 25 Novembre 2020
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Italia divisa in tre zone in base alla diffusione del contagio e alla capacità del sistema sanitario di reggere al numero di ricoveri. Questa l'ipotesi allo studio da parte del governo Conte e che potrebbe essere attuata da questa sera.

Italia divisa per fasce di rischio (zona rossa, zona arancione e zona verde) in base alla diffusione del nuovo coronavirus sui territori. Questa sarà con molta probabilità la novità sostanziale del dpcm che Conte si appresta a firmare oggi, dopo il rinvio annunciato di ieri servito a dare alle Regioni il tempo di “digerire” uno schema che non a tutti piace.

Le Regioni, infatti, chiedevano norme nazionali generali e poi per le cose minime ognuno “si arrangia” aveva detto ieri Luca Zaia presidente della Regione Veneto.

Il governo la pensa diversamente e parte da un documento dell’Istituto superiore di sanità (ISS) pubblicato il 12 ottobre, che divide le fasi di rischio in quattro scenari, con il quarto scenario come livello di massima gravità.

Partendo da questi scenari, il Ministero della Salute valuta quali regioni rientrano negli scenari più a rischio e decide se applicare il colore verde, arancione o rosso alla Regione.

Alcune regioni, tra cui Lombardia, Piemonte e Calabria, secondo varie fonti di stampa, sarebbero quelle che presentano in pieno lo scenario 4 dell’Iss perché hanno un Rt superiore a 2, e per tale motivo da domani si potrebbero ritrovare in zona rossa. Mentre ad altre regioni potrebbe essere assegnato il colore arancione: zona arancione.

Cosa prevedono le zone colorate

Ad ogni colore corrisponderanno una serie di misure via via più restrittive, e il meccanismo dovrebbe essere semi-automatico secondo Il Fatto Quotidiano, con “l’inserimento di una Regione che avverrà con una ordinanza del ministro della Salute”, aveva spiegato Conte come riporta il quotidiano.

Per definire se una regione rientra in una zona o nell’altra, si valuterà l’indice di replicabilità del virus (Rt), dei focolai e si valuterà anche la saturazione degli ospedali e del numero di posti letto in terapia intensiva rimasti, e la capacità del sistema regionale di tracciare la catena dei contagi: contact tracing.

Per ora le differenze tra le tre zone non sono state ancora fornite, ma questa sera ne sapremo di più dopo la firma del dpcm da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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