22:26 03 Dicembre 2020
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Dal capo dello Stato ai colleghi attori e registi, passando per l'Arma dei Carabinieri: sui social il tributo di un'intera nazione a Gigi Proietti, artista poliedrico che ha fatto la storia del cinema e della tv italiana.

Politici, rappresentanti delle istituzioni, personaggi del mondo dello spettacolo ma soprattutto il suo pubblico, rimasto orfano di un grande artista. Sui social migliaia di utenti salutano Gigi Proietti, uno dei più amati attori italiani, scomparso oggi, all’età di 80 anni per un attacco cardiaco, proprio nel giorno del suo compleanno.

L'ultimo colpo di scena di una vita dedicata all'arte. Attore, registra, drammaturgo, doppiatore, cantante, presentatore, Proietti ha fatto la storia dell'intrattenimento nel nostro Paese. Per questo, dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al premier Giuseppe Conte, dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi fino all’Arma dei Carabinieri, tutti hanno voluto ricordare questo gigante del cinema, del teatro e della tv con un pensiero, un aneddoto, o un semplice messaggio.

"È con grande dolore che ho appreso la notizia della scomparsa, nel giorno dell'ottantesimo compleanno, di Gigi Proietti”, ha scritto il capo dello Stato, definendo Proietti “l’erede naturale di Ettore Petrolini”. “Alla grande cultura, alla capacità espressiva eccezionale, frutto di un intenso lavoro su se stesso, univa una simpatia travolgente e una bonomìa naturale, che ne avevano fatto il beniamino del pubblico di ogni età”, continua il comunicato del Quirinale.

​“Ci lascia un genio dello spettacolo che ha saputo divertire e commuovere milioni di italiani”, è il messaggio affidato a Facebook dal premier, Giuseppe Conte. “Se ne va nel giorno in cui era nato 80 anni fa, nella sua Roma, un ultimo colpo di teatro, ci mancherà il suo sorriso”, scrive Matteo Salvini. "Non ti dimenticheremo mai Gigi, e sempre grazie per le risate, le emozioni, le riflessioni con cui ci hai accompagnato", si legge in un post pubblicato su Twitter da Nicola Zingaretti.

​Con lui se ne va “un re di Roma”, dice l’ex premier e commissario Ue Paolo Gentiloni, mentre Virginia Raggi, prima cittadina della Capitale lo onora definendolo “un pezzo di anima della nostra città” che se ne è andato. “In questo momento siamo vicini alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che lo hanno amato – scrive la sindaca - Roma non lo dimenticherà mai".

​Poi c’è il post dell’Arma dei Carabinieri, che onora l’attore con una sua foto sull’attenti in divisa: “Vogliamo continuare a ricordarti così, col volto del Maresciallo Rocca, che hai interpretato con umanità, passione e la giusta dose di ironia”.

​La proposta dei colleghi, come Tullio Solenghi e Carlo Verdone è quella di intitolargli il teatro Brancaccio, diretto proprio da Proietti. È sempre Verdone a ricordarlo sulla sua pagina Facebook come “tra i migliori se non il migliore”. “Enorme presenza scenica – scrive il collega - maschera da attore dell'antica Roma, tempi recitativi sublimi, era un volto che rassicurava che l'identità di questa città ancora vive”. “Discepolo di Ettore Petrolini – per Verdone - forse più volte ha superato il suo maestro”.

Il conduttore Pippo Baudo lo descrive come un “grandissimo attore e un grande amico”. "Da lassù con la tua ironia ci guardi con tenerezza”, immagina Raffaella Carrà. Maurizio Costanzo intervistato da Rtl 102.5 rivela che con Proietti furono vicini di casa: "era molto divertente incontrarci alla mattina perché era molto foriero di battute, di situazioni”.

​"Addio Gigi, oggi a perdere siamo tutti noi”, ha detto il regista Enrico Vanzina con riferimento al leggendario personaggio di Mandrake, interpretato da Gigi Proietti in Febbre da Cavallo, film di cui scrisse la sceneggiatura. “Te pòssino Mandra’, proprio oggi?”, lo saluta il collega Enrico Montesano.

I messaggi da parte di tutti quelli con cui Proietti aveva lavorato sono migliaia. E sono decine anche i biglietti lasciati davanti alla clinica Villa Margherita di Roma, dove l’attore si è spento all’alba.

Tanti, come racconta Il Messaggero, quelli che sono venuti a lasciare anche solo un fiore. Per chi lo seguiva a teatro, sul grande o sul piccolo schermo, Proietti, era uno di famiglia. Lo rimpiangono anche gli allievi della sua scuola di recitazione. “Ultimamente non era stato bene ma era lui che sosteneva noi”, ha detto uno di loro al quotidiano di via del Tritone.

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