03:39 28 Novembre 2020
Italia
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Quasi una famiglia su tre (32%) che vive nelle zone rurali non dispone di una connessione a banda larga, con conseguenti difficoltà di accesso alle lezioni on line. E’ quanto emerge da una elaborazione di Coldiretti su dati Istat relativi al 2019.

Solo il 76,1% delle famiglie italiane dispone di un accesso internet e appena il 74,7% ha una connessione a banda larga, ma la situazione peggiora notevolmente nelle campagne, con appena il 68% dei cittadini che dispone di connessione a banda larga nei comuni con meno di duemila abitanti, evidenzia oggi Coldiretti, mentre il governo sta definendo le misure del nuovo Dpcm che potrebbero prevedere il ricorso alla didattica a distanza (Dad) a partire dalla terza media.

“Facciamo i conti ogni giorno con insostenibili ritardi sulle infrastrutture telematiche ed è quindi strategico superare il digital divide che spezza il Paese fra zone servite dalla banda larga e altre invece no, fra città e campagne, per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini.

Ridurre l’isolamento delle aree rurali

Per Coldiretti la disponibilità di accessi Internet ad alta capacità per consentire la didattica on line è importante per ridurre l’isolamento delle aree rurali e al tempo stesso rendere più efficaci le misure anti contagio, dal momento che proprio dalle zone di campagna ogni giorno i ragazzi si spostano su autobus e treni locali per raggiungere i centri più grandi dove trovano scuole e servizi spesso assenti nei piccoli comuni.

Digitalizzazione dei borghi italiani

Il pesante digital divide italiano va colmato anche per poter utilizzare al meglio nelle campagne tutto il potenziale delle nuove tecnologie, dalla scuola on line ai corsi di aggiornamento a distanza fino all’agricoltura 4.0, per ottenere un incremento di produttività accompagnata da una riduzione dei costi e una maggiore sostenibilità ambientale, così come per cogliere le opportunità del turismo nelle aree interne e del commercio on line, soprattutto in questo momento di difficoltà.

Dai droni che verificano in volo lo stato delle colture ai sistemi informatizzati di sorveglianza per irrigazioni e fertilizzanti, dall’impiego di trappole tecnologiche contro i parassiti dannosi alla blockchain per la tracciabilità degli alimenti sono solo alcune delle innovazioni possibili con la digitalizzazione dei borghi italiani.

Per questo, ricorda la Coldiretti, è stato siglato lo scorso settembre un accordo con Tim e Bonifiche Ferraresi per portare la banda ultralarga nelle aziende e sostenere con nuove soluzioni tecnologiche il grande potenziale di innovazione del settore a beneficio della ripresa economica del Paese, accelerando la transizione digitale dell’agroalimentare Made in Italy.

“Le nuove tecnologie digitali sono uno strumento strategico per ripartire da un presente che deve fare i conti con l’emergenza coronavirus che ci sta mettendo a dura prova, ma che ha fatto anche scoprire l’importanza dell’innovazione per un Paese come l’Italia che sconta pesanti ritardi rispetto agli altri partner europei”, ha concluso Prandini.

In arrivo altre restrizioni con il nuovo Dpcm

Il governo sta definendo le misure del nuovo Dpcm che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dovrebbe firmare domani, dopo aver informato il parlamento. Se appare scongiurato un lockdown nazionale, l'esecutivo sembra intenzionato a procedere con chiusure mirate delle zone più a rischio, ossia dove l’indice di trasmissione Rt ha superato l’,15, e sulla chiusura dei confini tra le regioni più colpite.

 


 

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