18:39 28 Novembre 2020
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Gli infermieri incroceranno le braccia per 24 ore questo lunedì per chiedere maggiori garanzie contrattuali e misure di sicurezza sul lavoro, contro la carenza di personale e per gli adeguamenti salariali. E promettono di proseguire ad oltranza con successive mobilitazioni.

“Noi siamo pronti. Ad affrontare una eventuale nuova emergenza sanitaria, pronti a combattere come abbiamo già fatto contro un nemico virale di cui ora conosciamo maggiormente i punti deboli. Ma combatteremo soprattutto contro l’indifferenza di questo Governo verso le nostre richieste”, scrivono gli infermieri del sindacato Nursing Up, da settimane in stato di agitazione. 

Il Sindacato Infermieri Italiani Nursing Up ha indetto uno sciopero nazionale di 24 ore per lunedì 2 novembre, durante il quale saranno garantiti i servizi essenziali, unendosi all'ondata di proteste mosse dal malcontento generale, che hanno agitato le piazze italiane nell'ultima settimana. 

"I cittadini capiscono le ragioni della nostra protesta, ora più che noi mai siamo al loro fianco e loro lo sono al nostro. Chi perde di credibilità non siamo certo noi. La colpa è di chi avrebbe dovuto garantire una organizzazione tale, nella sanità pubblica, da permetterci di gestire la nuova emergenza senza i patemi che viviamo oggi", dicono gli infermieri, pronti a estendere lo sciopero a 48 ore se il governo non dovesse ascoltarli.

Gli infermieri incroceranno le braccia proprio mentre gli accessi al pronto soccorso e agli ospedali sono sotto pressione di una curva di contagi che il ministro speranza ha definito "Terrificante", per lanciare un messaggio di protesta "al Governo ed alle regioni che, nei fatti, ci stanno ancora una volta voltando le spalle, con accompagnamento di inutili elogi e lodi sdolcinate”, afferma alla stampa Antonio De Palma, presidente del sindacato.

“È emblematico - osserva De Palma - che in un frangente così delicato per la storia della sanità pubblica del nostro Paese, siano gli infermieri, perno indiscutibile di un sistema deficitario che si regge a galla grazie al loro impegno e alla loro dedizione per la strenua difesa della salute della società civile, a decidere volontariamente di non recarsi sul posto di lavoro e di aderire all’azione promossa dal nostro sindacato, con tutte quelle che possono essere le conseguenze del loro gesto, garantendo beninteso, come la legge vuole e come vogliono gli stessi infermieri a beneficio dei cittadini, i servizi minimi”.

Le ragioni dello sciopero 

Gli infermieri chiedono un trattamento salariale adeguato, assunzioni e contratti a tempo indeterminato, maggiore sicurezza sul luogo di lavoro per evitare i contagi in corsia. 

"Contestiamo quei provvedimenti secondo i quali un infermiere che viene a contatto con un soggetto infetto debba continuare a lavorare fin quando non avrà sintomi della malattia, rappresentando un rischio per se e per gli altri, mentre qualsiasi altro cittadino nelle stesse condizioni viene collocato in quarantena. Anche noi abbiamo famiglie, i nostri figli sono come quelli degli altri, non vogliamo metterli a rischio, pretendiamo di lavorare in sicurezza", dicono gli infermieri. 

Il simbolo della protesta sarà un garofano bianco per ricordare i 44 colleghi che hanno perso la vita durante la prima fase dell'emergenza.

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Italia, Coronavirus, infermiere, sciopero
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