18:40 25 Novembre 2020
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Ma la stima degli scienziati è in difetto e potrebbero essere molti di più gli italiani che non rispettano l’obbligo di isolamento domiciliare, necessario quando si è avuto un contatto stretto con un positivo o, a maggior ragione, perché contagiati dal Covid-19.

L’allarme è stato lanciato da una fonte del Comitato tecnico scientifico che affianca il governo, chiamato in queste ore a definire nuove misure di contenimento della pandemia.

Ad oggi in Italia risultano 331mila persone positive in isolamento domiciliare. “Per ciascuna di loro – ha detto a La Stampa una fonte tra le più autorevoli del Cts - ci sono almeno 10 contatti stretti che dovrebbero essere in quarantena». In pratica, come minimo 3 milioni e 300 mila persone

Considerando però anche il numero di tamponi eseguiti nel pubblico e nel privato, e tenendo presente che in attesa del risultato le persone dovrebbero mettersi in isolamento fiduciario, teoricamente circa sei milioni di italiani dovrebbero essere chiusi in casa. Ma i casi di isolamento domiciliare segnalati alle Asl sono molti meno. Non a caso oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha denunciato: "C'è ancora troppa gente in giro".

Le misure allo studio

In questa situazione il Cts sarebbe orientato a fare marcia indietro sui tamponi, riservandoli solo ai sintomatici e obbligando gli altri, asintomatici e
contatti stretti di persone positive, alla quarantena obbligatoria di 14 giorni senza tampone. Anche per allentare la pressione sui laboratori.

“A questo punto sarebbe meglio imporre direttamente la quarantena di 14 giorni ai contatti stretti asintomatici, saltando il tampone finale, che mette sotto stress i laboratori che lavorano già al limite delle possibilità e che è di scarsa utilità, perché anche in caso di positività le evidenze scientifiche mostrano che dopo due settimane il rischio di contagiosità è praticamente azzerato”, ha detto la stessa fonte.

L'appello alla responsabilità

A fronte del crescente numero di positivi registrato nelle ultime settimane, la stessa fonte ha quindi lanciato un appello alla responsabilità:

“In un momento così grave ciascuno di noi è chiamato alle proprie responsabilità rispetto alle persone care che frequentiamo. Ma dove il senso civico venisse meno bisogna ricordare che infrangere l’obbligo di quarantena è punito penalmente con sanzioni da tre a sei mesi. Sempre che, con la consapevolezza di essere positivi, non si vada in giro ad infettare il prossimo, perché in questo caso si può configurare il ben più grave reato di procurata epidemia, che di reclusione prevede svariati anni".
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