02:07 04 Dicembre 2020
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“Prorogheremo la Cassa Covid alle imprese che finiranno tutte le ulteriori 12 settimane anche oltre il mese di marzo, se ancora in difficoltà. Vedremo se con o senza blocco ulteriore dei licenziamenti. Dipende da come evolverà la pandemia”, ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, in un’intervista a Repubblica.

Due giorni fa il governo ha annunciato la proroga fino alla fine di marzo del blocco dei licenziamenti introdotto all’inizio della pandemia, e la cig gratuita per i datori di lavori. Un accordo che la ministra ha definito oggi “una vittoria del Paese”: “Abbiamo ascoltato e fatto sintesi delle esigenze: Cig Covid gratis per tutte le imprese dall’1 gennaio per 12 settimane, da usufruire entro la fine di maggio, e divieto di licenziare fino alla fine di marzo”.

Per scongiurare che dopo marzo ci sia un’impennata della disoccupazione, il governo sta monitorando i settori più in sofferenza. “Turismo, spettacoli, fiere, eventi, commercio, tanto per cominciare. Fanno fatica e si riprenderanno più a lungo termine. Per questi e altri siamo pronti a prorogare la Cig Covid anche a tutto giugno”, ha sottolineato la ministra.

In vista dei prossimi incontri con le parti sociali, Catalfo ha poi anticipato di voler “eliminare del tutto il décalage della Naspi in questa legge di bilancio”: “L’assegno non si ridurrà nel tempo solo se accompagnato da politiche attive, se cioè il lavoratore si forma e accresce le sue competenze. In questo modo si accorcia il periodo di disoccupazione". E per sostenere l’occupazione, “in legge di bilancio ci sarà un pacchetto di sgravi triennali contributivi al 100% per chi assume stabilmente under 35 e donne al Sud o donne disoccupate da almeno 24 mesi, ovunque in Italia”.

Chi paga di più la crisi

“Giovani, donne, stagionali, autonomi, precari sono i lavoratori che stanno pagando di più la crisi. E che proteggeremo anche con i progetti finanziati dal Recovery Fund”, ha sottolineato la ministra. “In particolare le donne: in 37mila nel 2019 hanno lasciato il posto subito dopo la maternità – ha ricordato Catalfo - dobbiamo aiutarle perché hanno difficoltà a conciliare tempi di vita e lavoro. Il prossimo anno avremo anche un salario minimo orario per sostenere le retribuzioni basse”.

Le donne le più penalizzate

Dal focus “Ripartiamo dalle donne”, pubblicato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, è emerso come su 100 posti di lavoro persi (in tutto 841mila), quelli femminili rappresentano il 55,9%. In precedenza il ministro del Lavoro aveva annunciato incentivi presenti all'interno del manifesto Valore D, tra cui tre anni a zero tasse per i datori di lavoro che assumono donne.

 

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