17:04 28 Novembre 2020
Italia
URL abbreviato
4323
Seguici su

Il premier Conte ha detto che il governo sta valutando se procedere con ulteriori restrizioni, ma il quadro attuale dovrà essere integrato da misure regionali. Per un ritorno alla semi-normalità si dovrà attendere la primavera.

"In primavera inoltrata confidiamo di essere fuori dalla pandemia". Lo ha detto Giuseppe Conte intervistato dal giornalista Claudio Cerasa al Festival del quotidiano "Il Foglio". "Credo che a quell'epoca saremo venuti a capo di questa situazione - ha aggiunto -e speriamo che qualche mese prima usciremo dalla curva più preoccupante". 

A motivare l'ottimismo del premier è l'ipotesi che le prime dosi di vaccino contro il coronavirus siano disponibili e arrivino in Italia già ad inizio dicembre.

"Ragionevolmente arriveranno qualche milione di dose per paese, e dovremo avere un piano per distribuirli alla fascia di popolazione più fragile", dice Conte. Ma si dovrà attendere la primavera per vedere gli affetti delle vaccinazioni, a mano mano che si potranno raggiungere centinaia di milioni di dosi", specifica il premier.

L'ipotesi lockdown

Il presidente del Consiglio non si sbilancia e mette un punto fermo: saranno i cancelli degli istituti scolastici gli ultimi a chiudere. Conte difende la decisione di lasciare aperte le scuole per garantire il diritto allo studio. 

"La scuola non è solo un tema culturale. L'offerta formativa a distanza rischia di oscurare il valore della relazione interpersonale. Riteniamo di dover continuare a difendere fino alla fine la didattica in presenza. Ma dobbiamo rimanere vigili, perché la priorità è la salvezza del paese", afferma. 

Sulla possibilità di un nuovo lockdown o ulteriori restrizioni, ancora nulla di deciso. "Il quadro nazionale va integrato con le misure prese a livello territoriale - spiega -Fermo restando il nostro metodo di lavoro: massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità. Stiamo esaminando il rapporto dell'Iss per capire se intervenire ancora".

L'apertura alle opposizioni

Il governo mira ad allargare il consenso delle decisioni assunte per fronteggiare la crisi sanitaria. A questo riguardo il premier Conte ha detto di aver telefonato ai presidenti di Camera e Senato per valutare la possibilità di trovare uno strumento per il confronto con il Parlamento intero quando c'è da assumere decisioni in tempi rapidi. 

Il premier ha inoltre definito il Mes "uno strumento che non ci entusiasma", sottolineando però di essere d'accordo con Gentiloni sul fatto che non abbia alcuna condizionalità, mentre ha ribadito la volontà di ricevere tutte le somme destinate all'Italia del Recovery Fund per effettuare la transizione energetica, il nuovo green deal e la digitalizzazione. 

Tags:
Scuola, Coronavirus, Giuseppe Conte, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook