21:50 03 Dicembre 2020
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Quattro anni dopo il terremoto del 30 ottobre, il più forte registrato in Italia dopo quello del 1980 in Irpinia, ENEA ha presentato un brevetto volto per realizzare edifici ex novo "a danno zero" ed effettuare ricostruzioni che renderanno sicuri i centri storici del Paese.

Il sistema innovativo di ENEA, progettato in collaborazione con l'azienda toscana Tekva, consiste in una piattaforma in cemento armato, alleggerita mediante tubi in vetroresina, che consente di abbattere fino all’80% gli effetti delle scosse sismiche sugli edifici, con tempi di costruzione ridotti e a costi competitivi, rispettando l’assetto urbanistico e architettonico dei centri urbani preesistenti.

Tale brevetto sarà quindi in grado di costruire edifici ex-novo in modalità "a danno zero" e rendere sicuri i centri storici d'Italia.

"l sistema brevettato da ENEA e Tekva consente a tecnici e amministratori locali di prendere in considerazione la possibilità di ricostruire “come era” e, laddove possibile, “dove era” e per questo può essere una soluzione efficace per la ricostruzione di centri storici al fine di conservarne la memoria storica come, ad esempio, nei casi dei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Sul basamento, di superficie anche molto grande, si possono riprodurre gli edifici preesistenti di qualsiasi tipologia e materiali e anche aggregati edilizi complessi di forma irregolare" spiega Paolo Clemente, dirigente di ricerca dell’ENEA.

Oltre al vantaggio dell’isolamento sismico, il sistema offre la possibilità di utilizzare i tubi per il passaggio dei servizi (acquedotto, fognature, gas, impianti elettrico e telefonico, teleriscaldamento) rendendone semplici ed economiche l’installazione, l’ispezione e la manutenzione.

Realizzazione dei suddetti edifici "a danno zero"

Dopo l’esecuzione dello scavo nell’area d’interesse, si realizza un basamento di cemento armato, alleggerito con tubi in vetroresina o altro materiale. All’interno del basamento, tra la parte inferiore poggiata sul terreno e quella superiore, che sosterrà le costruzioni, vengono inseriti i dispositivi di isolamento sismico al fine di ‘disaccoppiare’ il moto dell’edificio da quello del terreno.

"La realizzazione del basamento è semplice e veloce. In generale, con l’isolamento sismico si spende di più in fondazione ma si recupera in elevazione perché le strutture sovrastanti saranno progettate e costruite per sopportare azioni sismiche molto ridotte e, pertanto, con risparmi significativi dovuti sia alla minore quantità di materiale che alla maggiore semplicità dei dettagli costruttivi. L’isolamento sismico è addirittura competitivo rispetto alle tecniche tradizionali, almeno in zone a media e alta sismicità" ha spiegato Clemente.

Nella giornata di ieri Turchia e Grecia sono state colpite da un sisma di 6,7 scala Richter, con morti e feriti insieme a danni agli edifici. In seguito alla scossa, sono state avvertite 410 scosse di assestamento.

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