17:04 24 Novembre 2020
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L'Anp boccia l'ordinanza del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano sulla chiusura delle scuole che, a detta dei presidi, limita fino quasi ad annullarla l'attività didattica in presenza.

I presidi della Regione Puglia bocciano l'ordinanza del governatore pugliese sullo stop alla didattica in presenza nelle scuole. L'Associazione Nazionale Presidi Puglia afferma in un documento che tale decisione limita l'attività didattica in presenza di qualsiasi ordine e grado fino quasi ad annullarla basandosi su una inesistente correlazione fra l'attività scolastica e l'aumento dei contagi Covid.

"L'organizzazione sindacale e professionale maggiormente rappresentativa della dirigenza scolastica, chiede al presidente Emiliano il ritiro dell'ordinanza n. 407 del 27.10.2020 ed il ripristino della precedente ordinanza n. 399 del 25.10.2020" si legge nel documento dei presidi.

Mezzi pubblici come luogo di rischio contagio

Secondo quanto affermato dai presidi della regione, il contagio è sensibilmente correlato non all'attività scolastica ma al notevole aumento dei mezzi pubblici registrato in concomitanza con la riapertura delle scuole.

"Da questo utilizzo dei mezzi pubblici deriva un aumento del rischio di contagio a causa degli assembramenti di utenti (studenti delle superiori, soprattutto, lavoratori e cittadini) che si verificano nelle ore di punta del servizio di trasporto pubblico; rischio che va ad aggiungersi ad altri dello stesso tipo a seguito della frequentazione, da parte degli studenti, di altri luoghi esterni alle scuole in orario non di lezione" proseguono i presidi.

Questi ultimi tengono a precisare inoltre che il rischio legato all'utilizzo dei mezzi pubblici era prevedibile tanto che se ne era stato tema di discussione in vista della riapertura delle scuole.

"Tutti coloro che se ne sono occupati hanno giustamente sostenuto che si dovesse realizzare un robusto incremento delle corse per diminuire l'affollamento, ma nulla o quasi è stato fatto in questa direzione da Regione e Province, nonostante i dati sull'entità e le modalità dell'utilizzo del trasporto pubblico locale da parte degli studenti fossero noti da tempo" si legge nel documento.

Ordinanza in Puglia annulla il concetto di attività didattica

Mentre il Dpcm aveva posto l'obbligo di effettuare il 75% della didattica a distanza, lasciando in presenza tutti gli alunni del primo ciclo, la cui mobilità per recarsi a scuola impatta notevolmente di meno l'uso dei mezzi pubblici e lasciando l'autonomia alle scuole per il restante 25%, l'ordinanza di Emiliano coinvolge le scuole di ogni ordine e grado.

"L'ordinanza n. 407, invece dispone la didattica digitale integrata (a distanza) per tutti gli ordini di scuola, incluso il primo ciclo, con l'esclusione delle attività laboratoriali, da farsi in presenza; dispone, altresì, la presenza a scuola degli alunni con bisogni educativi speciali. A nostro avviso ciò crea problemi per la già problematica gestione delle scuole: interrompe le attività messe in piedi dalle scuole, la cui organizzazione, costata tantissimo tempo e fatica ai dirigenti ed al personale che hanno lavorato fin dai tempi del lockdown per preparare l'avvio in sicurezza di questo anno scolastico, viene oggi travolta da uno tsunami di norme emergenziali (3 DPCM e 3 diverse ordinanze regionali in soli 15 giorni), tra le quali si inserisce quest'ultima, improvvisa, ordinanza" continua il documento dei presidi.

Secondo quanto affermato dai presidi viene di fatto svilita l'attività delle scuole e ne viene sancita la subalternità ad un evidente scontro politico tra governo centrale e governi locali.

Differenziato il trattamento tra alunni

"(L'ordinanza, ndr) crea una marcata differenziazione nel trattamento degli alunni con bisogni educativi speciali rispetto agli altri alunni, che mina e rende più difficoltosa l'attuazione dei principi di inclusione scolastica; chiede alle scuole di assolvere a compiti non di propria competenza, come la segnalazione del numero degli studenti e del numero di personale scolastico positivi o in quarantena, dati invece che devono essere forniti dal Dipartimento Regionale alla Salute alle scuole, e non il contrario" conclude il documento.

Nella giornata di ieri anche il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina ha risposto all'ordinanza di Emiliano intimando a quest'ultimo la riapertura delle scuole.

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