03:52 04 Dicembre 2020
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Per ritardare l'aumento dei contagi in Italia e a livello europeo, Ispi ha effettuato uno studio su come potrebbe diminuire la mortalità da Covid in Italia se effettuassimo dei lockdown selettivi per fasce d'età.

Il risultato di uno studio condotto da Ispi, l'Istituto per gli studi di politica internazionale, mostrerebbe una possibilità intermedia di intervento sul territorio nazionale tra il lockdown totale e le restrizioni soft degli ultimi Dpcm. Questa soluzione sarebbe quella di un lockdown selettivo per classi d'età, opzione sulla quale si potrebbe avviare una discussione.

"Sarebbe sufficiente isolare gli ultra 80enni per dimezzare o quasi la mortalità diretta del virus. Se poi riuscissimo a isolare efficacemente gli ultra 60ennni, la mortalità scenderebbe allo 0,07%, circa 10 volte inferiore" dichiara lo studio, pubblicato online, per mano del ricercatore Matteo Villa.

​I risultati dello studio di Ispi

Secondo i dati ufficiali in Italia, come in altri paesi, l'82% dei deceduti per Covid aveva più di 70 anni ed il 94% ne aveva più di 60. Di fatto è risaputo che la letalità del virus cresce esponenzialmente con l'avanzare dell'età.

"Anche in uno scenario di diffusa circolazione virale nella popolazione più giovane, si scenderebbe da un eccesso di mortalità diretta per Covid-19 di 460mila persone senza isolamento, a 120mila (-74%) se si isolassero gli ultra 70enni e a 43mila (-91%) se si isolassero gli ultra 60enni. E' come dire che la mortalità totale, nel corso di un anno solare, in Italia aumenterebbe del 71% senza isolamento, ma solo del 18% con isolamento degli over 70 e appena del 7% con isolamento degli over 60" riporta lo studio.

Gli scenari pessimistici sull'evoluzione della pandemia

Lo studio ha ipotizzato diversi scenari 'pessimistici' sull'evoluzione della pandemia. Uno degli scenari prevede che venga contagiato il 70% della popolazione, con un aumento del tasso di mortalità raddoppiato rispetto a quello del 2019 insieme al sovraccarico delle terapie intensive.

"(Al fine di evitare tali conseguenze, ndr) una volta che l'epidemia ha aggirato i controlli e sta risalendo la curva esponenziale, è praticamente inevitabile un lockdown che costringe a fermare la gran parte delle attività lavorative, infliggendo un pesante colpo economico al Paese. Anche se il rimbalzo successivo fosse rapido, non è affatto detto che si recupererebbe l'intero terreno perduto nel corso del lockdown; anzi, a oggi così non è stato e neppure le previsioni più rosee precedenti alla seconda ondata prevedevano una ripresa senza contraccolpi. Ma cosa accadrebbe se, invece di decretare un lockdown nazionale, superato un certo livello di guardia decidessimo di isolare in maniera perfetta le persone più anziane? In altre parole, cosa accadrebbe se fosse decretato un lockdown solo per le fasce d’età più a rischio?" ha affermato l'autore dello studio Villa.

Lockdown a fasce vantaggio per il futuro economico

Un lockdown selettivo per fasce d'età "permetterebbe di evitare i contraccolpi più severi. In Italia nel 2019 la forza lavoro era composta da 25,9 milioni di persone. Di queste, 2,3 milioni (il 9% della forza lavoro) erano ultra 60enni. Salendo di soli 5 anni, i lavoratori ultra 65enni si riducono già a circa 600mila persone (il 2,4% del totale), mentre se considerassimo solo gli ultra 60enni ci fermeremmo a circa 130mila (lo 0,5% del totale). Oltretutto, per una certa fetta di queste persone isolamento non deve necessariamente significare assenza di lavoro, perché rimarrebbe disponibile l'opzione del remote working (che sarebbe comunque cruciale estendere il più possibile all’intera forza lavoro)" conclude Villa.

Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute, ieri in Italia sono stati registrati 26.831 nuovi casi che hanno portato il totale dei contagi a 616.595. Nelle ultime 24 ore sono state inoltre conclamate 217 vittime e 3.878 guarigioni.

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