18:17 25 Novembre 2020
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A 15 anni dalla maternità, rispetto alle lavoratrici senza figli, a parità di età, competenze e retribuzioni. E’ quanto ha certificato il rapporto presentato alla Camera dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico.

Gli effetti della maternità si manifestano non solo nel breve periodo, con molte donne che lasciano il lavoro dopo la nascita dei figli, ma persistono anche a diversi anni di distanza, a causa di un percorso professionale più accidentato e un a maggior ricorso al part-time. “I salari settimanali crescono del 6% in meno, le settimane lavorate in meno sono circa 11 all’anno e l’aumento della percentuale di madri con contratti part-time è quasi triplo rispetto a quello delle donne senza figli”, si precisa nel rapporto.

“Sarebbe utile prevedere ad esempio uno sgravio contributivo per donne che rientrano in azienda dopo una gravidanza, aiutando così l’occupazione femminile e riducendo le possibilità di indebite pressioni sulle scelte delle lavoratrici”, ha sottolineato Tridico, illustrando il rapporto.

Stando ai dati Istat, il tasso di occupazione delle madri di 25-54 anni è al 57% contro il 72,1% delle donne senza figli e dell'83,6% degli uomini, e l'interruzione lavorativa per chi è occupato o la mancata partecipazione al mercato del lavoro per motivi legati alla cura dei figli riguardano quasi esclusivamente le donne.

Recovery Fund e donne

Nelle scorse settimane il movimento “Giusto Mezzo”, nato durante il lockdown di inizio anno per la pandemia di Covid-19, ha lanciato un appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte perché parte dei fondi europei del Recovery Fund siano utilizzati per sostenere l’occupazione femminile e rafforzare le infrastrutture sociali per la cura della prima infanzia  e quella familiare in generale. “Chiediamo interventi strutturali, radicali, non bonus nidi ma offerta diffusa su tutto il territorio nazionale", recita l'appello che Conte ha accolto in parlamendo, annunciando di voler destinare "una parte significativa" dei fondi europei per implementare il lavoro delle donne. 

Donne più colpite dalla crisi Covid

Nei giorni scorsi la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha denunciato come le donne abbiano pagato di più la contrazione dell’occupazione dovuta all’emergenza sanitaria, annunciando di voler impiegare i fondi europei per garantire una “maggiore inclusione delle donne e una più efficace conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.

“Con le risorse del Recovery Fund voglio dare vita a progetti finalizzati a una maggiore inclusione delle donne e a una più efficace conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Potenziamento dei servizi per l’infanzia, creazione di percorsi formativi finalizzati all’acquisizione di nuove competenze rafforzamento degli strumenti di trasparenza retributiva per eliminare il gender pay gap”, ha precisato la ministra su Facebook, sottolineando che “la riduzione delle disuguaglianze è una battaglia che va combattuta tutti insieme e che dobbiamo vincere, per il bene di tutto il Paese".

 

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