14:57 28 Novembre 2020
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L'ex capo della protezione civile ritiene che sia necessario adottare immediatamente soluzioni drastiche, per evitare tra meno di un mese, una situazione peggiore di quella dello scorso marzo.

La situazione è scappata di mano e adesso è la chiusura totale è inevitabile. Lo ha detto l'ex capo della protezione civile, Guido Bertolaso, già consulente dal presidente della Regione Lombardia, che in una intervista al Corriere della Sera sostiene la necessità impellente di un lockdown di 30 giorni per fermare un'impennata di contagi che nel giro di due settimane porterebbe ineluttabilmente al tracollo il sistema sanitario pubblico sull'intero territorio nazionale. 

“La vedo molto dura, la situazione. Complicata e piena di tranelli, perché purtroppo a metà novembre saremo come a fine marzo. Con la differenza che allora l’epidemia riguardava Lombardia e Veneto, mentre ora abbraccia tutta Italia. Il virus si è sparpagliato ovunque“, spiega Bertolaso. 

Dai grafici si vede chiaramente "come a metà del prossimo mese la curva di contagi, ricoveri e morti avrà un’impennata insostenibile se non si prendono subito misure drastiche“. 

Il tempo rimasto è molto poco, perché fra "poco più di due settimane - ritiene - rischiamo di ritrovarci nei guai, i pilastri necessari per contrastare l’epidemia si stanno sgretolando, il servizio sanitario ha l’acqua alla gola e non sarà in grado di rispondere all’emergenza incalzante. Non vorrei rivedere le scene di medici russi, cubani e albanesi che accorrono in nostro aiuto nelle rianimazioni“.

Il rafforzamento del personale ospedaliero

Già adesso gli ospedali e il pronto soccorso sono sotto pressione e con carenze di personale. Analogamente la sanità territoriale non è stata rafforzata e l'assistenza per i malati ordinari non è più garantita.

“Dovevano essere assunti 10mila infermieri. Dove stanno, come sono stati distribuiti? Il filtro dei medici di famiglia è di nuovo saltato e i pronto soccorso sono sotto pressione. Tagliate le visite ambulatoriali ordinarie ed è gravissimo perché patologie gravi rischiano di essere diagnosticate troppo tardi“.

A questo punto l'ipotesi di un lockdown soft non è più percorribile, secondo Bertolaso.

“Credo che sarebbe meglio fermare del tutto il Paese per un mese, subito, siamo ancora in tempo per non arrivare a quei numeri. Con uno stop generale, da un lato potremmo cercare di arrestare la diffusione, dall’altro permetteremmo al sistema di riorganizzarsi. Resettiamo l’Italia - conclude - senza aspettare di vedere se le nuove misure sono state efficaci". 
Tags:
sanità, Coronavirus, Italia
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