17:06 24 Novembre 2020
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Filiera Italia ha fatto presente, attraverso un comunicato stampa, come la mancata modifica temporary framework sui limiti agli aiuti di stato per le imprese rischi di sottrarre alle aziende risorse dei precedenti Dl e di non farle candidare per il Dl ristori.

Con l'approvazione del Dl Ristori per gli aiuti alle imprese che devono affrontare queste nuove restrizioni nel Paese, arrivano le problematiche relative ai limiti sugli aiuti di stato, come dichiarato da Filiera Italia, i quali rischiano di rendere vani entrambi i Dl Rilancio e quello Ristori. 

"Come già denunciato nelle scorse settimane da Filiera Italia ai ministri competenti, e come oggi segnalato anche dal presidente di Confindustria, la mancata modifica del temporary framework sugli aiuti di stato, non solo sottrae alle aziende molte delle risorse previste dal DL Agosto e Rilancio, ma preclude sin da subito l'accesso alle nuove misure di ristoro stabilite dall’ultimo cdm per le nuove chiusure" avverte il consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia in un comunicato stampa.

I limiti di 100mila e 800mila euro inadeguati

"Abbiamo ripetutamente fatto presente come la soglia di aiuti da non superare - 100.000 euro per le imprese agricole e 800.000 euro per quelle industriali - siano del tutto inadeguate" ha affermato Scordamaglia, soprattutto considerando la precisazione della Commissione europea, ripresa dal Ministero delle Politiche comunitarie, secondo cui il plafond complessivo non va riferito alla singola azienda ma complessivamente al gruppo economico di appartenenza.

"Del tutto inadeguata anche la nuova soglia prevista dalla proroga recente del temporary framework a cui potranno essere sottoposti tutti gli aiuti non ancora erogati, che innalza la soglia a 3 milioni, ma condizionati solo a criteri difficilissimi da dimostrare" prosegue Filiera Italia.

Situazione italiana diversa da paesi come Germanie e Olanda

La situazione italiana risulta differente da quella di altri paesi comunitari come Germania e Olanda le quali, ben consapevoli dei limiti, non hanno utilizzato il temporary network ma hanno notificato appositi regimi di aiuti ad hoc ben oltre tali soglie, regimi che la Commissione europea ha sempre integralmente accettato.

"O si cambia il temporary framework o gran parte di quanto percepito dalle aziende a compensazione dei danni provocati dal covid dovranno essere restituiti. [...] Ora esiste una sola via e cioè che la Commissione introduca subito un aumento di 5 o 10 volte il massimale, in ragione dell'aggravarsi in tutta Europa della pandemia e della assoluta necessità di misure di contenimento" conclude Scordamaglia.

Il 27 ottobre Palazzo Chigi ha approvato il Dl Ristori, decreto per sostenere le categorie penalizzate dal nuovo Dpcm. I contributi potrebbero andare dai mille ai 150mila euro e saranno versati direttamente sul conto corrente, senza requisiti legati al fatturato.

 

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