15:20 28 Novembre 2020
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La Fondazione Gimbe lancia l'allarme in seguito al monitoraggio della settimana 21-27 ottobre sulla diffusione del virus Covid. In seguito ai dati raccolti quest'ultima afferma che, senza misure di chiusura locale immediate, sarà necessario un mese di lockdown nazionale.

Il monitoraggio effettuato in maniera indipendente da parte della Fondazione Gimbe rivela che nella settimana dal 21 al 27 ottobre è stato registrato un aumento del 108% dei decessi e dell'89% dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente.

Per quanto riguarda l'ambito ospedaliero invece sono stati più di 5mila i ricoveri e oltre 500 gli ingressi in terapia intensiva.

"I dati dell’ultima settimana documentano il crollo definitivo dell’argine territoriale del testing & tracing, confermano un incremento di oltre il 60% dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva e fanno registrare un raddoppio dei decessi. In alcune aree del Paese non è più procrastinabile il lockdown totale per arginare il contagio diffuso e ridurre la pressione sugli ospedali" afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe.

Preoccupazione maggiore l'aumento dei ricoveri e delle terapie intensive

"Al di là dei numeri assoluti preoccupano i trend esponenziali con cui aumentano i pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva, con un tempo di raddoppiamento di circa 10 giorni da 3 settimane consecutive" spiega Cartabellotta.

Secondo quanto stimato da Enrico Bucci, professore aggiunto SHRO, Temple University, basandosi sulla precedente settimana, si potrebbe arrivare con questo trend di crescita a 30mila ricoveri e oltre 3mila terapie intensive entro l'8 novembre.

Restrizioni insufficienti a permettere diminuzione effettiva dell'Rt

Dati ed evidenze scientifiche dimostrano che le misure dei tre Dpcm sono insufficienti e tardive e che i valori di Rt sottostimano ampiamente la velocità con cui si diffonde il virus.

"In relazione ai risultati ottenuti dall’introduzione di ciascuna misura di contenimento è stata stimata l’efficacia sul valore di Rt di quattro possibili gruppi di interventi a 7, 14 e 28 giorni. Se da un lato gli effetti dipendono dal numero e dalla tipologia di restrizioni, dall’altro non sono affatto immediati. Infatti, per dimezzare il valore di Rt servono 28 giorni di lockdown totale, tempi che in Italia potrebbero dilatarsi ulteriormente per il ritardo sempre maggiore nella notifica dei casi" ha spiegato Renata Gili, responsabile della Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe sul contenimento del Rt attraverso le restrizioni. ​

Considerato che le misure introdotte con il Dpcm del 24 ottobre includono divieto di eventi pubblici e assembramenti, invito allo smart working e didattica a distanza nelle scuole secondarie di secondo grado per almeno al 75% delle attività, è possibile stimare a 14 giorni una riduzione del valore di Rt di circa il 20-25%, totalmente insufficiente per piegare la curva dei contagi e arginare il sovraccarico degli ospedali.

Senza chiusure immediate l'Italia va verso il lockdown nazionale

"L’epidemia già fuori controllo in diverse aree del Paese da oltre 3 settimane insieme al continuo tentennamento di Sindaci e Presidenti di Regioni nell’attuare lockdown locali stanno spingendo l’Italia verso la chiusura totale. Senza immediate chiusure in tutte le zone più a rischio, serviranno a breve almeno 4 settimane di lockdown nazionale per abbattere la curva dei contagi e permettere di assistere i pazienti in ospedale, al fine di evitare una catastrofe sanitaria peggiore della prima ondata. Perché questa volta, oltre al dilagare dei contagi anche nelle regioni del Sud, meno attrezzate dal punto di vista sanitario, abbiamo davanti quasi 5 mesi di stagione invernale con l’influenza in arrivo" ha concluso Cartabellotta.

Già la settimana precedente la Fondazione Gimbe aveva lanciato l'allarme rilevando un peggioramento riguardo tutti gli indicatori dell'epidemia e il fallimento delle strategie di tracciamento in quasi tutte le regioni.

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