18:02 25 Novembre 2020
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E danno una lista di 10 priorità con cui evitare una terza ondata: dai tamponi di massa, al tracciamento, fino alle scuole in sicurezza

Un gruppo di esperti, fisici, avvocati, microbiologi, geologi e studiosi di genetica, lanciano un appello per “un’operazione verità” sugli errori commessi dal governo nella strategia per affrontare il coronavirus.

Nella lettera aperta si indicano i 10 punti strategici su cui bisognava e bisogna focalizzarsi per evitare una terza ondata del coronavirus.

L’operazione verità

“È dunque riesplosa la pandemia da Covid-19. I sacrifici degli italiani, reclusi per due mesi fra marzo e aprile, sono stati gettati alle ortiche. È importante avviare una operazione verità che individui gli errori commessi non solo perché ciascuno si faccia carico delle proprie responsabilità, ma soprattutto per evitare il ripetersi di simili errori. Perché se dovessimo ripeterli in futuro, domata la seconda ondata, potremmo trovarci a dover fronteggiare la terza”, si legge nel documento sottoscritto da Nicola Casagli, Pierluigi Contucci, Andrea Crisanti, Paolo Gasparini, Francesco Manfredi, Giovanni Orsina, Luca Ricolfi, Stefano Ruffo, Giuseppe Valditara, Claudio Zucchelli.

Un cronoprogramma certo

Secondo i firmatari “quello che non è stato fatto fra maggio e ottobre deve assolutamente essere fatto ora. Perché il problema cruciale di un’epidemia non è portare il numero di contagi vicino a zero, ma mantenerlo basso quando il peggio sembra passato".

“Serve un cronoprogramma che specifichi costi, strumenti, fasi di avanzamento, date di conclusione. Perché il rischio che corriamo è grande. È il rischio che, dopo il tempo delle chiusure, quello delle aperture ci restituisca la medesima illusione, il medesimo tempo sospeso in cui siamo vissuti quest’estate – prosegue il testo - Un intervallo in cui si fa poco per contrastare il virus, ci si illude che il virus sia in ritirata, e così si prepara l’arrivo di una nuova ondata. Gli italiani, come sempre, finiranno per fare quel che gli si chiede, sopportando sacrifici e rinunce”.

© REUTERS / Eloisa Lopez
Священник окропляет святой водой кошку во Всемирный день животных в торговом центре Eastwood, Кесон-Сити

La ricetta in 10 punti

Il documento analizza i 10 dossier ritenuti strategici dagli studiosi per superare questa drammatica fase e su cui "è avvenuta la Caporetto del Governo".

  • Tamponi di massa: il documento ricorda che il 20 agosto Crisanti “aveva inviato al governo un piano che considerava necessario realizzare 400.000 tamponi al giorno per prevenire il diffondersi del virus”. Nel piano si prevedeva che l'esecutivo aggiungesse, alle potenzialità delle Regioni, 20 laboratori fissi, uno per regione, e 20 laboratori mobili. Inoltre “uno studio dei professori Francesco Curcio e Paolo Gasparini aveva previsto un concreto modello organizzativo per realizzare circa 1,3 milioni di tamponi al giorno. Una capacità così ampia di fare tamponi rallenterebbe ancora oggi il diffondersi dell'epidemia”.
  • Scuole in sicurezza: gli errori del governo sono stati non ridurre il numero di alunni per classe, la mancata garanzia di misurazione della febbre, la cattiva gestione dei sospetti positivi e l’arrivo a scuola degli studenti ammassati sui bus.
  • Dati epidemiologici accessibili: “La lotta contro l'epidemia si vince partendo dalla conoscenza dei dati epidemiologici indispensabili per capire per esempio i canali di trasmissione del virus oppure per organizzare una rete efficiente di tracciamento dei contatti”. Secondo il documento questo nonostante le numerose richieste non è stato fatto.
  • Tracciamento: come strumento di controllo della trasmissione del virus, come accaduto nei Paesi dell'est asiatico. “Il governo aveva promesso un sistema efficace di tracciamento informatico. L'app Immuni non ha funzionato”.
  • Assembramenti e sanzioni: “Non chiudere un occhio sugli assembramenti, effettuando controlli massicci e sanzionando le violazioni”, invitano gli esperti.
  • Terapie intensive: “Mantenere la promessa di creare 3.500 nuovi posti di terapia intensiva”, mentre ad oggi si stima che solo 1.300 dei 3.500 posti aggiuntivi siano operativi.
  • Distanziamento sui mezzi pubblici: “i mezzi pubblici possono essere un importante luogo di diffusione del contagio”. La capienza massima per mezzo pubblico è stata mantenuta pari all'80%, “che non consente un adeguato distanziamento”.
  • Vaccini antinfluenzali: le quantità disponibili sono insufficienti anche per una parte della popolazione anziana e quindi “molti cittadini, dopo mille raccomandazioni a vaccinarsi, non saranno in grado di farlo”.
  • Medicina del territorio: è necessario “mettere i medici di base in condizione di visitare i pazienti Covid, dotandoli dei necessari dispositivi di protezione individuale”.
  • Covid hotel: i luoghi dove poter trascorrere la quarantena senza contagiare famigliari conviventi  che il “governo aveva promesso in estate” ma non sono stati ancora realizzati.
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Italia, Coronavirus
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