08:28 02 Dicembre 2020
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Il premier interviene alla Camera per ribadire che le chiusure disposte nell'ultimo Dpcm sono "misure dolorose" adottate con criteri scientifici dopo il confronto con il Cts.

Le disposizioni contenute negli ultimi Dpcm con cui si è imposta la chiusura anticipata di bar, ristoranti e pizzerie e lo stop a teatri, cinema e palestre, sono basate su valutazioni scientifiche, non sono né arbitrarie né volte a penalizzare determinate categorie produttive. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte durante l'informativa alla Camera.

L'impennata della curva dei contagi ha determinato un quadro epidemiologico da cui emerge una pressione severa sul Sistema sanitaria nazionale, con un incremento significativo delle persone ricoverate sia in area medica che nei reparti di terapia intensiva. 

Con il Dpcm "non abbiamo agito in maniera arbitraria, apprezzando alcune attività a scapito di altre" ha detto il premier, ma "ci siamo basati su evidenze scientifiche e solide valutazioni", finalizzate a "mitigare e alleviare il carico, già molto pesante, sul Ssn".

Una scelta così definita da Conte "radicale e dolorosa", "non deriva dal mancato rispetto delle misure di sicurezza", ma è volta a ridurre le occasioni di socialità e relazione "in presenza di un contagio esponenziale, senza che possano identificarsi precisi e circoscrivibili focolai, soprattutto in quei contesti in cui è più facile che venga abbassata la guardia", prosegue.

L'emergenza in Italia come negli altri Paesi europei

La situazione dell'Italia non è dissimile da quella degli altri Paesi europei. Le catene di contagi sono fuori controllo a causa delle difficoltà nei tracciamenti dovuta alla fase esponenziale in cui è entrata l'epidemia. 

"La curva epidemiologica è in rapida crescita, con diffusione su tutto il territorio, e l'indice Rt ha raggiunto la soglia critica di 1,5. Il numero dei positivi è cresciuto in modo preoccupante ed è difficoltoso tracciare le catene di trasmissione, come sta avvenendo in molti Paesi europei", che hanno già adottato misure anche più stringenti e di lockdown, come Francia e  Spagna. 

Da qui, il "notevole sforzo compiuto per potenziare l'organizzazione del Ssn, tanto più rilevante se si considera la riduzione che negli anni, per ridurre la spesa pubblica" destinata alla sanità e la decisione di "prorogare lo stato emergenza".

Le rivolte sociali

La rabbia sociale per le difficoltà economiche dovute al lockdown e le nuove restrizioni entrate in vigore con il nuovo Dpcm, è immediatamente esplosa in varie città italiani, con manifestazioni che spesso sono degenerate in guerriglia urbana contro le forze dell'ordine. 

"Siamo sensibili alle manifestazioni dei cittadini che esprimono pacificamente il proprio disagio e paure, perché sentono minate la sicurezza" ha sottolineato il premier. Per questo questa ragione, parallelemente alle restrizioni, "sono stati introdotti strumenti di sostegno e ristoro per evitare che la crisi sanitaria si trasformasse in crisi economica e sociale".

Infine Conte ha ricordato l'impegno del governo in sede Ue, determinante per una risposta coordinata dell'Europa, e ha esortato all'unità nazionale, dinnanzi a un un "nemico che ci costringe a fare un passo indietro. La scorsa settimana il presidente Mattarella ci ha ricordato che tutte le articolazioni dell'ordinamento democratico sanno di dover operare sempre con spirito di unità e coesione. Questo - conclude - è davvero il momento di restare uniti, tanto più per le sofferenze economiche, i disagi psicologici la rabbia e l'angoscia di tantissimi concittadini".

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