03:35 28 Novembre 2020
Italia
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Beppe Sala ha espresso la propria ferma volontà di essere messo al centro di un'eventuale decisione sul possibile lockdown della città di Milano.

Il primo cittadino del capoluogo lombardo è intervenuto nuovamente sul tema del lockdown, dopo che nei giorni passati aveva espresso la propria contrarietà rispetto ad una eventuale quarantena generalizzata.

Sala ha voluto fare chiarezza, affinché non vengano a crearsi spiacevoli fraintendimenti con i cittadini e ha ribadito di non essere a prescindere contrario alla chiusura, chiedendo piuttosto di poter essere attore protagonista di un'eventuale decisione definitiva su una decisione di tale portata:

"Non c'è un partito del 'no lockdown' rappresentato da me e De Magistris, per esempio, e un partito del lockdown rappresentato dal ministero della Salute. Se questo lockdown s'ha da fare, io da sindaco, da padre di questa comunità, voglio essere coinvolto, voglio vedere i dati, voglio essere partecipe della decisione", sono state le parole di Sala.

Sala ha quindi dedicato un pensiero a tutte quelle categorie già duramente colpite dalle misure attualmente in atto, quali, tra gli altri, ristoratori, artisti operanti nel mondo dello spettacolo e tassisti, invocando pazienza, per capire fino in fondo se quanto finora intrapreso possa sortire degli effetti positivi sul breve-medio termine:

"Vogliamo vedere che effetto hanno queste azioni? Vogliamo darci qualche giorno? Perché il giorno dopo si esce già dicendo 'ma poi forse si fa il lockdown'. Se no perché le abbiamo fatte?", ha concluso Sala.

Il Covid-19 in Italia e Lombardia

Secondo l'ultimo bollettino  del ministero della Salute, nelle ventiquattro ore precedenti sono stati rilevati 24.991 nuovi casi di Covid-19, con 198.952 tamponi eseguiti, per un tasso di positività pari al 12,6%, in calo dello 0,1% rispetto alla giornata precedente.

La Lombardia resta una delle regioni maggiormente colpite dalla pandemia, con 7.558 casi registrati nella giornata di ieri, per un totale superiore a 205.000, a fronte di quasi 17.000 morti.

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