03:49 29 Novembre 2020
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Resteranno in prigione i condannati per mafia, terrorismo, corruzione, voto di scambio, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, stalking. Esclusi anche i detenuti coinvolte nelle rivolte carcerarie e quanti, dopo l'entrata in vigore del Decreto Carceri, saranno arrestati per disordini, violenze di piazza e sommosse.

La seconda ondata di coronavirus è già arrivata nelle carceri. Sono 150 i detenuti positivi al Sars-CoV-2 in 42 istituti penitenziari e 200 gli operatori di polizia penitenziaria contagiati in tutta Italia. Tre di loro risultano ricoverati, gli altri sono in isolamento fiduciario a casa, secondo quanto si apprende dal Corriere della Sera. 

Sebbene i focolai nelle carceri siano sotto controllo e i numeri in linea con quelli di aprile, la rapida propagazione del virus preoccupa. Nella sua ultima riunione, il Consiglio dei Ministri ha disposto, due giorni fa, alcuni provvedimenti per limitare il contagio nei penitenziari, tra cui la riduzione della popolazione carceraria con il trasferimento ai domiciliari di alcune categorie di detenuti.

I beneficiari della misura sono circa 2 mila detenuti in regime di semilibertà, che potranno passare la notte in casa senza rientrare in cella.

Questa norma è tesa ad evitare che i detenuti che ogni giorno fanno la spola tra carcere e mondo esterno, per studiare o lavorare, possano introdurre il virus negli istituti penitenziari. 

Finiranno ai domiciliari con il braccialetto elettronico anche 3.000 detenuti ordinari con pene inflitte non superiori ai 18 mesi. 

Resta escluso dal provvedimento chi è detenuto con una condanna per mafia, terrorismo, violenza in famiglia, violenza sessuale, corruzione, voto di scambio e chi ha subito una sanzione disciplinare per aver partecipato alle rivolte scoppiate in carcere durante la prima ondata. In base a quanto riporta il Corriere, resteranno in carcere anche coloro che, dopo l'entrata in vigore del decreto, saranno oggetto di contestazioni per disordini, rivolte e sommosse. 

Il decreto prevede in oltre, per garantire a magistrati, avvocati, cancellieri, personale dell’amministrazione penitenziaria, di svolgere il proprio lavoro in sicurezza, di eseguire da remoto parte dell'istruttoria, specificatamente: indagini preliminari, udienze, depositi degli avvocati con pieno valore legale di istanze, memorie e atti mediante il portale del processo penale telematico o tramite invio pec.

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