03:45 03 Dicembre 2020
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La posizione dell'indagato è aggravata dall'accusa di aver agito con metodo mafioso e di aver commesso il reato d'usura ai danni di un imprenditore in crisi.

Un uomo di 33 anni è stato arrestato a Catania per aver preteso la restituzione di tassi di interesse elevatissimi da un ristoratore a cui aveva prestato la somma di € 3.500.

L'imprenditore si era rivolto a Giuseppe Luigi Celi, nato e residente a Catania, per chiedere in prestito una somma necessaria alla prosecuzione della propria attività, gravemente danneggiata dalla chiusura durante il lockdown. Un importo di media entità, sui cui però Celi chiedeva l'applicazione di un tasso superiore al 120% su base annua.

L'esposizione debitoria caratterizzata dai tassi usurari è emersa durante le perquisizioni della guardia di finanza nell'abitazione del 33enne, nell'ambito dell'indagine coordinata dalla procura di Catania. Durante il blitz i militari hanno ritrovato alcuni pizzini su cui era annotata la contabilità del prestito e una somma cash equivalente a €1.000. 

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la somma corrisponderebbe alla prima rata del prestito e ne dimostrerebbe l'effettiva restituzione, che sarebbe avvenuta presso una stazione di servizio del catanese. 

Sono state inoltre accertate le frequentazioni plurime e costanti nel tempo del Celi con uomini legati al clan Santapaola-Ercolano, che controlla il territorio etnea, che hanno fatto scattare la contestazione dell'aggravante con metodi mafiosi. 

Nei mesi passati sono diverse le personalità legate all'antimafia e le associazioni antiracket che hanno messo in guardia sul pericolo di una recrudescenza del fenomeno usurario dovuto alle difficoltà economiche sorte in conseguenza dell'epidemia da nuovo coronavirus, e che hanno allertato sul pericolo di rafforzamento dei clan mafiosi, operanti nel settore dell'usura. 

Tags:
Guardia di Finanza, Catania, Sicilia, Italia
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