03:54 29 Novembre 2020
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All'inizio dell'anno 2020 Whirlpool, nel corso di un tavolo con il Ministro dello Sviluppo Economico, aveva fatto sapere di non poter più sostenere l’impianto di produzione di Napoli.

"Siamo in attesa dell'esito dell'incontro in corso in Prefettura per capire se il Prefetto è in condizione di darci una risposta sulla data dell'incontro che abbiamo chiesto al presidente del consiglio. In ogni caso, per noi il 31 ottobre rappresenta una data, non il punto finale della vertenza. La data in cui Whirlpool ha deciso di cessare la produzione".

Lo ha detto il segretario generale della Fiom di Napoli, Rosario Rappa, che sta partecipando alla protesta dei lavoratori Whirlpool all'altezza dello svincolo autostradale che lambisce lo stabilimento di via Argine.

"Per noi - ha sottolineato Rappa - dal 31 in avanti inizia un'altra fase che è quella di far riaprire la produzione di lavatrici a Napoli. Il 31 ottobre faremo l'assemblea aperta a tutte le forze politiche e istituzionali che in questi mesi sono state al fianco dei lavoratori, il 5 novembre ci sarà lo sciopero generale di Cgil Cisl Uil di tutti i settori produttivi".

Manifestazione dei lavoratori della Whirlpool a Napoli
Manifestazione dei lavoratori della Whirlpool a Napoli

"Da qui al 5 e dopo il 5 - ha aggiunto Rappa - continueremo con azioni eclatanti fin quando il governo non farà le cose che ha dichiarato: cioè costringere la multinazionale a fare un passo indietro visto che non c'è nessun motivo per chiudere lo stabilimento di Napoli. C'è una crescita esponenziale dei volumi produttivi in tutto il settore degli elettrodomestici, Whirlpool sta facendo utili mai fatti negli anni precedenti, c'è un carico di lavoro straordinario, tant'è che oltre agli altri cinquemila lavoratori ci sono circa 7/800 lavoratori interinali impegnati".

"Per cui - ha concluso Rappa - non c'è nessun motivo per chiudere Napoli. Per noi la vertenza si concluderà quando verrà ripresa la produzione di lavatrici a Napoli".

Secondo quanto riferito dai vertici di Whirlpool, l’impianto di Napoli perde 20 milioni di euro annui ed è una situazione nota ai dirigenti dell’azienda sin dal 2018. L’azienda rivendica di aver provato a rilanciare il sito produttivo, ma di non esserci riuscita.

L’impianto di Napoli, che chiuderà il 31 ottobre 2020, avrebbe dovuto ricevere ulteriori 17 milioni di investimenti che sono stati dirottati sugli altri impianti dell’azienda presenti in Italia.

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