18:32 28 Novembre 2020
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Brusaferro spiega come mai si è arrivati alle decisioni prese dal Dpcm di domenica 25 ottobre. Quando si perde la possibilità di tracciare i positivi e la catena di contatti, scatta il contenimento.

L’indice di contagio Rt è sopra 1 in tutte le regioni italiane, la diffusione del nuovo coronavirus è ormai "in tutto il Paese, non è più localizzata”, inoltre “in queste settimane stiamo vivendo una crescita dell’incidenza”. A dirlo è Silvio Brusaferro, il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) in audizione presso la Commissione sanità del Senato della Repubblica, lo riporta Adnkronos.

Il picco di ottobre

Brusaferro in audizione ha ripercorso l’andamento della malattia in Italia e la sua ripresa sul territorio nazionale, affermando che “ci troviamo in questa situazione dopo un periodo estivo con numeri limitati e un periodo settembrino in lieve e progressivo aumento, che a ottobre ha avuto il suo picco” con particolare rilevanza “nelle ultime due settimane”, riporta Adnkronos.

Individuare gli asintomatici

Brusaferro ha ribadito che “individuare gli asintomatici” portatori del virus Sars-CoV-2 è importante.

Dalla Conferenza Stato-Regioni era giunta la richiesta al Governo, avanzata dai presidenti delle Regioni, di non andare più a caccia degli asintomatici ma di fare come nella prima fase in cui si cercavano solo i sintomatici.

Ma Brusaferro spiega che “individuare le persone portatrici del virus è la prima frontiera per contenere l’infezione”.

Il presidente dell’Iss dice anche che quando il tracciamento (contact tracing) dei casi viene meno, “perché il numero dei casi è significativo” poi “è particolarmente difficile poter far fronte” alla situazione: “se ci sono dieci persone da contattare si riesce, se sono mille diventa difficile”.

Curva dei nuovi contagi sotto una certa soglia

Ecco perché Brusaferro ritiene opportuno che la “curva dei nuovi contagi” deve essere tenuta “sotto una certa soglia, facendo in modo che le persone identificate come positive siano persone che possono essere facilmente individuate e”, cosa fondamentale dice: “si possano tracciare i loro contatti stretti”.

“Questo si chiama contenimento”, aggiunge Brusaferro.

In che altro modo si fa il contenimento?

Brusaferro spiega che quando tutto ciò non si riesce più a fare, quando come sta avvenendo in questi giorni non si riesce più a tracciare tutta la catena di contatti di un singolo positivo, si entra in “una fase di contenimento e mitigazione” che possa ricondurre la situazione sotto soglia, così che possa essere riportata a livelli controllabili.

In questo modo il presidente dell’Iss ha spiegato alla Commissione sanità pubblica del Senato il perché delle decisioni prese con il Dpcm approvato lo scorso 25 ottobre, ed entrato in vigore lunedì 26 ottobre.

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