18:10 29 Novembre 2020
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Ilaria Capua, virologa dell'Università della Florida, intervistata dal Corriere della Sera, non spera nel vaccino anti-Covid: "Ancora non c'è e quando ci sarà non basterà per tutti". E rilancia la teoria dell'immunità di gregge: "Dobbiamo immunizzarci facendo circolare lentamente il virus".

Il vaccino anti-Covid? Secondo la virologa dell’Università della Florida, Ilaria Capua, per il momento non è la soluzione. “In questo momento di crisi non si riesce a fare l’upscaling delle dosi di vaccino anti-influenzale per produrne abbastanza”, ha detto al Corriere della Sera. Figuriamoci cosa succederà con quello per il Covid, è la sintesi della seconda parte della frase. “Innanzitutto non c’è”, spiega l’infettivologa.

E poi, continua, “non abbiamo certezza che quelli che sono in via di sviluppo siano efficaci”, “terzo, non sappiamo neanche se l’efficacia possa essere raggiunta con una dose o se ce ne vorranno di più, perché alcuni coronavirus sono dei pessimi immunogeni”.

Insomma, il vaccino, secondo la Capua, non sarà disponibile per tutti da subito. La somministrazione avverrà “in maniera organizzata”: prima gli anziani, i medici e tutte le categorie più a rischio. L’obiettivo, quindi, per l’esperta deve essere il raggiungimento dell’immunità di gregge.

Un termine che nel dibattito scientifico è considerato ormai quasi un tabù. La Capua, invece, non ha paura a pronunciarlo. “Fra qualche anno il Covid diventerà il nuovo virus del raffreddore”, si augura la virologa. Perché il suo auspicio si realizzi bisognerà far “girare il virus lentamente”. “Se gira troppo velocemente – al contrario, avverte l’esperta - invece dell’immunità avremo le pecore morte”.

La strategia è quella di continuare a mantenere basso l’indice di contagio e “immunizzarsi piano piano”. Poi, con il contributo del vaccino, assicura, “si arriverà a un punto in cui l’infezione si sarà endemizzata”. “Nel momento in cui si crea questo equilibro tra virus circolante e anticorpi – spiega Capua - il Covid appena entra in contatto con una persona viene bloccato”.

Anche le cure con gli anticorpi monoclonali, quelle sperimentate sul presidente Usa, Donald Trump, non sono la soluzione secondo la virologa. Sono efficaci ma temporanee. E poi, avverte Capua, perché vengano riconosciute dalla Food and Drug Administration “ci vorrà tempo”. Infine, saranno difficilmente accessibili a tutti: “Costa un occhio della testa, sull’ordine di centinaia migliaia di dollari”.

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