18:26 28 Novembre 2020
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Protesta civile di un ristoratore di Pesaro che ha organizzato nel suo ristorante una cena oltre l'orario consentito delle 18. Si è opposto alla chiusura del locale chiesto dalla polizia.

Intorno alle ore 20.30 di lunedì 26 ottobre un ristorante di Pesaro si è rifiutato di far entrare la polizia e i vigili urbani nel suo locale. Il ristoratore si è parato davanti la porta d’ingresso, chiusa dall’interno, contestando alle autorità che il decreto non è costituzionale.

Le autorità hanno risposto che avrebbe potuto contestare nelle sedi opportune, ma che il ristorante ora andava chiuso nel rispetto del decreto del presidente del Consiglio.

Il ristoratore si è difeso affermando che nel locale venivano rispettate tutte le misure previste, compresa la capienza massima.

Successivamente la polizia e i vigili urbani sono entrati da una porta di emergenza, ma una volta entrati nella sala dove si trovavano i commensali, sono stati accolti da un coro di protesta: “Libertà, libertà, libertà”.

Il giovane ristoratore si è rifiutato di chiudere l’attività, garantendo ai clienti il servizio fino al dolce.

Secondo l’Ansa il ristoratore avrebbe dichiarato: “Potete arrestarmi ma io non chiuderò mai”.

La manifestazione autorizzata a Pesaro

A Pesaro poco prima si era svolta una manifestazione autorizzata dal prefetto in piazza del Popolo, dove lavoratori e titolari di bar e ristoranti e di palestre, hanno fatto sentire la loro voce contro le chiusure.

L’intervento di Conte

Questa mattina il presidente del Consiglio Conte attraverso una intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano ha spiegato le motivazioni del provvedimento.

 

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