02:33 04 Dicembre 2020
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Si moltiplicano le manifestazioni contro le nuove misure restrittive, che in alcuni casi sono sfociate in azioni violente, come è successo a Napoli e a Roma. Disordini in serata anche a Milano e Torino. Ed è allerta per la crescita delle tensioni sociali in tutto il Paese.

“Tu ci chiudi tu ci paghi”, gridano i manifestanti in piazza del Plebiscito a Napoli. Ristoratori, precari, artigiani. Sono scesi di nuovo in strada, stasera, per protestare contro le misure restrittive contenute nell’ultimo Dpcm di Conte. La tensione si taglia col coltello, visto che venerdì sera la città è stata messa a ferro e fuoco dopo la decisione del governatore Vincenzo De Luca di imporre il coprifuoco.

Manifestazioni come questa si moltiplicano in tutta la Penisola. Tra gli imprenditori e le partite Iva si infiltrano anche militanti dell’estrema destra e dei centri sociali, gilet arancioni e No Mask. E il rischio che nelle prossime settimane le tensioni sociali possano crescere ulteriormente è altissimo.

A lanciare l’allarme è il presidente dell’Anci, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, che, citato da Repubblica, pronostica un “un ampliamento della frattura sociale di cui già si intravedono le prime avvisaglie”. “La questione dell'ordine pubblico è diventata molto sensibile e vanno disinnescate le situazioni più a rischio", dicono all’Ansa fonti del Viminale.

Scontri a Milano e Torino

Rabbia e frustrazione corrono da Nord a Sud. Il passaparola avviene via social o sulle app di messaggistica. Stasera alle 20.30 sono due le manifestazioni in programma a Torino, una in piazza Castello e la seconda in piazza Vittorio Veneto. Proprio in piazza Castello si sono verificati disordini tra manifestanti e forze dell'ordine, con lancio di bombe carta, vetrine infrante, cassonetti ribaltati, fumogeni e cariche della polizia.

Dietro, sempre secondo Repubblica, che cita gli investigatori, potrebbero esserci anarchici e ultrà di destra. In Piemonte protestano anche i ristoratori. Tanti quelli aderenti alla Fiepet Confesercenti che hanno affisso sulla vetrina delle proprie attività un cartello che recita: “Alle 18 siamo costretti a chiudere, ma avere un futuro è un nostro diritto".

Anche a Milano, dove i ristoratori si erano dati appuntamento con le bandiere tricolori davanti alla sede della Regione e della prefettura, nel pomeriggio, senza provocare incidenti, la situazione è precipitata in serata. Un gruppo di un centinaio di persone, in zona Corso Buenos Aires, ha iniziato ad accendere fumogeni e a rovesciare i cassonetti lungo la strada. Una bottiglia molotov, secondo quanto si legge su Tgcom24, è stata scagliata contro un'auto della polizia locale. 

Fumogeni contro il palazzo della prefettura sono stati lanciati anche a Trieste, dove era in programma una protesta degli esercenti. Ad essere colpiti sono stati alcuni giornalisti e uomini delle forze dell'ordine.

Le manifestazioni nella Capitale

Disordini ci sono stati anche a Salerno, dove un gruppo di manifestanti ha cercato di raggiungere l’abitazione del governatore Vincenzo De Luca. Decine di persone sono scese in piazza a Catania, Siracusa e Pescara. A Terni ha sfilato il mondo dello sport, mentre ad Ostia è andata in scena una manifestazione di commercianti promossa da Casapound.

Domani a Roma, invece, sarà la volta dei titolari delle palestre, dopo il sit-in di stamattina di ristoratori e baristi a Montecitorio, le manifestazioni di stasera a Trastevere e Centocelle, e la notte di scontri a piazza del Popolo dello scorso sabato.  

Mercoledì prossimo a protestare sarà la Federazione pubblici esercizi (Fipe) in 17 città italiane. Il governo, stavolta, deve dare una risposta rapida alle categorie messe in ginocchio dalla crisi e dalle nuove chiusure. Altrimenti, avvertono da più parti, le proteste pacifiche potrebbero degenerare.

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