18:56 25 Novembre 2020
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Carlo Palermo, segretario di Anaao-Assomed, il principale sindacato dei medici ospedalieri italiani, intervistato dall'Agi, lancia l'allarme sul possibile aumento delle morti per Covid nelle prossime settimane: "La grande ondata deve ancora arrivare".

Finora la curva dei ricoveri in terapia intensiva e quella dei decessi sono rimaste stabili nonostante l’aumento dei casi positivi. Ma la situazione potrebbe cambiare nelle prossime settimane.

A prevedere un “netto aumento” delle morti per Covid è Carlo Palermo, segretario di Anaao-Assomed, il principale sindacato dei medici ospedalieri.

Intervistato dall’agenzia di stampa Agi, il medico mette in guardia sulle possibili evoluzioni della pandemia. “La grande ondata – avverte – deve ancora arrivare perché sappiamo che c'è un ritardo di tre settimane tra i nuovi casi e i decessi”.

Riguardo le misure contenute nell'ultimo Dpcm, criticate dalle opposizioni, il rappresentante dell’Anaao parla di una “maggiore presa di coscienza delle difficoltà del momento” da parte del governo, che cerca di barcamenarsi tra “il liberi tutti (e la crescita inarrestabile del virus)” e l’ipotesi di un nuovo “lockdown”.

Ma non mancano le critiche. “Se gli ospedali sono pieni, specialmente i reparti Covid – ha spiegato Palermo all’Agi - è anche perché non ci sono tamponi sufficienti, il tracciamento è saltato, mancano le visite domiciliari e ambulatoriali, insomma il paziente è solo, e viene in ospedale”.

La soluzione proposta per chi non può osservare l’isolamento casalingo è quella del ricorso agli alberghi, magari quelli che si sono svuotati e hanno chiuso i battenti per colpa della pandemia.

Il medico ha espresso perplessità anche sull’ipotesi, avanzata da alcune regioni, come il Lazio, di richiamare in servizio i medici andati in pensione da poco per rinforzare gli organici all’interno dei nosocomi. “Considerando che parliamo di persone con un'età che li mette tra le categorie a rischio – ha commentato Palermo - sarebbe meglio l'assunzione degli specializzandi, ce ne sono 13mila e sono colleghi giovani che potrebbero completare sul campo la loro formazione". 

E infine l’appello per il Mes. I politici secondo il sindacalista non dovrebbero aver timore di utilizzare le risorse messe a disposizione dal fondo salva-Stati ed accedere alle linee di credito per la sanità. Lo “stigma dei mercati”, è convinto il medico, non ci sarà. Ma “tra poche settimane c'è il rischio ci sia un altro stigma – confida all’Agi - quello di chi poteva usufruire di fondi per intervenire in una situazione molto grave e si è rifiutato". 

Ieri, interpellato dall'Ansa, lo stesso Palermo aveva parlato di situazione "critica" negli ospedali, lanciando l'allarme su una possibile saturazione delle terapie intensive "entro la seconda settimana di novembre".

Se il nuovo Dpcm non provocherà una flessione della curva dei contagi, aveva detto il medico alla stessa agenzia, un nuovo lockdown totale sarà "inevitabile". 

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