17:02 24 Novembre 2020
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Crolla la fiducia degli italiani dopo l'introduzione delle nuove misure restrittive per arginare la diffusione del virus. Secondo "Termometro Italia", un’indagine di Innovation Team, quasi la metà delle famiglie sono più preoccupate rispetto al mese scorso. E sette su dieci temono di non poter essere curate.

Sette famiglie su dieci pensano che la crisi legata al Covid-19 peggiorerà ulteriormente nel 2021, mentre più di una su tre si dichiara più preoccupata rispetto al mese scorso.

Sfiducia e paura per il futuro sono i sentimenti che caratterizzano la maggior parte degli italiani in questa fase della pandemia secondo “Termometro Italia”, un’indagine di Innovation Team, società del Gruppo Cerved, che dal 15 al 20 ottobre ha interpellato cinquecento famiglie italiane, divise per area geografica, professione e composizione. Si tratta del quinto aggiornamento dall’inizio dell’epidemia di Covid-19 nel nostro Paese.

I nuovi Dpcm emanati nelle scorse settimane e il peggioramento nella curva dei contagi sembrano aver fatto piombare le famiglie italiane in una “grave crisi di fiducia”. Secondo i dati di Innovation Team, citati da Italia Oggi, il 70,6% degli intervistati in questo momento ha paura di non poter essere curato adeguatamente negli ospedali italiani.

Al secondo posto tra i fattori che generano ansia c’è quello economico: sei famiglie su dieci vedono a rischio il mantenimento del proprio reddito e oltre la metà vede minacciati i propri risparmi. Una famiglia su cinque, inoltre, si prepara a privazioni significative, anche in settori essenziali come istruzione e salute. Negli ultimi mesi, infatti, quasi tutte le persone raggiunte al telefono da “Termometro Italia”, hanno sperimentato un calo del reddito e delle entrate. Tanto che, per sopravvivere, una famiglia su due è dovuta ricorrere alle somme accantonati negli anni.

I pessimisti crescono di 15 punti percentuali rispetto ad un mese fa. A vedere nero è soprattutto chi abita nelle grandi metropoli, gli imprenditori, le giovani coppie con figli e le persone con un reddito inferiore ai 20mila euro l’anno. Secondo la stessa rilevazione, infatti, sette italiani su dieci sono convinti che nel 2021 ci sarà un aggravamento della crisi e quattro famiglie su dieci sono preoccupate per il proprio posto di lavoro.

La prospettiva di un nuovo lockdown pesa particolarmente sui lavoratori autonomi, che nei mesi di marzo-aprile hanno dovuto interrompere o limitare la propria attività: tra loro il 22,7 per cento, ovvero il doppio degli intervistati rispetto ad un mese fa, prevede una contrazione del fatturato a fine anno di oltre il 50 per cento.

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