01:50 29 Novembre 2020
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Un cittadino venezuelano di 24 anni si è arrampicato sulla Fontana di Trevi e poi si è gettato in acqua per protestare contro la deforestazione dell'Amazzonia. La Sovrintendenza Capitolina sta effettuando i rilievi per verificare eventuali danni al monumento. L'uomo è stato sanzionato.

Ha scelto una delle fontane simbolo della Capitale per mettere in scena la sua singolare protesta contro la deforestazione dell’Amazzonia.

Domenica, nel primo pomeriggio, un cittadino venezuelano di 24 anni, identificato con le iniziali, H.S.D.F, in una Roma semi deserta, ha cercato di arrampicarsi sulle statue di marmo della Fontana di Trevi, il capolavoro di Nicola Salvi, e poi si è gettato in acqua all’arrivo degli agenti del primo gruppo Centro della Polizia Locale.

I vigili sono riusciti comunque a bloccare il dimostrante. Il ragazzo venezuelano è stato prelevato mentre era ancora immerso nella fontana, seminudo, con il volto coperto e in mano alcuni cartelli.

Come mostrano alcuni filmati pubblicati in rete, ha tentato di opporre un minimo di resistenza ma poi si è arreso agli agenti che lo hanno condotto negli uffici di via della Greca per accertamenti.

Per lui è scattata una maxi sanzione di 1.500 euro per il mancato rispetto del regolamento di Polizia Urbana. Nei confronti dell’uomo è stata spiccata anche una misura dell’ordine di allontanamento.

La Sovrintendenza Capitolina ora sta effettuando i rilievi per verificare eventuali danni al monumento. La fontana di Trevi era già stata presa di mira lo scorso agosto da due turisti stranieri che hanno tentato di incidere il proprio nome sul basamento della fontana con una monetina da due centesimi, di quelle che, per tradizione, girato di spalle, getta nell’acqua per tornare nella Capitale.

Solo ieri una 14enne tedesca era stata denunciata per aver sfregiato il Colosseo incidendo con una pietra l’iniziale del suo nome sul travertino del primo anello. La ragazzina, fermata dai carabinieri, dovrà rispondere di danneggiamento aggravato.

Prima di lei, ad imbrattare l’Anfiteatro Flavio lo scorso settembre, era stato un turista irlandese di 32 anni. Anche lui ha voluto “lasciare il segno”, deturpando le pareti dell’opera d’arte con l'incisione delle sue iniziali. Un gesto che gli è costato una denuncia per “danneggiamento aggravato su beni di interesse storico e artistico". 

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