18:39 25 Novembre 2020
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Secondo un'indagine di Coldiretti/Ixè, per 7 italiani su 10 nel nostro Paese i cinghiali sarebbero troppi ed oltre l'80 per cento è favorevole all'abbattimento per ridurre la popolazione degli ungulati. La questione era tornata alla ribalta dopo l'uccisione di una mamma cinghiale e dei suoi cuccioli in un parco giochi del quartiere Aurelio a Roma.

Invadono le città attirati dai rifiuti e provocano incidenti stradali, spesso mortali. Per 7 italiani su 10 nel nostro Paese i cinghiali sarebbero troppi. Lo rivela un’indagine di Coldiretti/Ixè.

Il tema della sovrappopolazione degli ungulati sta tenendo banco nelle ultime settimane dopo il caso della mamma con sei cuccioli soppressi in un parco giochi nei pressi di via Gregorio VII, nella zona nord di Roma. Una vicenda che ha suscitato la protesta di cittadini e associazioni ambientaliste, compresa l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa).

Secondo la Coldiretti, in Italia la specie ha “raddoppiato la propria popolazione da nord a sud negli ultimi dieci anni superando la soglia dei 2 milioni di esemplari, protagonisti di una escalation di incidenti, aggressioni, incursioni fino dentro le aree urbane dove sono arrivati a invadere vie e giardini pubblici alla caccia di cibo in mezzo ai rifiuti”.

“Una escalation che purtroppo – si legge in una nota pubblicata nel sito della Coldiretti – dall’inizio del mese ha già provocato 3 vittime in due incidenti stradali causati dallo scontro di auto con questi animali selvaggi apparsi all’improvviso nella notte che non hanno lasciato scampo agli automobilisti”.

In tutto, secondo la stessa associazione, i cinghiali sarebbero la causa di quasi 10mila incidenti stradali ogni anno. Gli animali selvatici, spiega la Coldiretti, “raggiungono i 180 centimetri di lunghezza, possono sfiorare i due quintali di peso e hanno zanne che in alcuni casi arrivano fino a 30 centimetri risultando assimilate a vere e proprie armi dalle conseguenze mortali per uomini e animali oltre a diventare strumenti di devastazione su campi coltivati e raccolti”.

Il 62 per cento degli italiani, sei su dieci, li temono. E quasi un intervistato su due (il 48 per cento) assicura che non comprerebbe una casa in una zona “infestata da questi animali”.

Non solo. Per più dell’80 per cento degli interpellati, 8 su 10, “l’emergenza cinghiali va affrontata con il ricorso agli abbattimenti incaricando personale specializzato per ridurne il numero”.

Una soluzione non condivisa dagli animalisti, che in più di un’occasione si sono schierati contro gli abbattimenti.

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