15:12 28 Novembre 2020
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Negativa la prima reazione alla bozza del nuovo DPCM che prefigura la chiusura ristoranti. Filiera Italia insorge: "Basta sacrifici per chi ha investito per rispettare le regole".

"Inaccettabile penalizzare chi rispetta le regole ed investe", queste le parole con cui il consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia commenta la possibilità che nel prossimo DPCM, nell’ambito delle misure per contenere l’epidemia, venga prescritto l’obbligo di chiusura anticipata in settimana alle 18 anche per ristoranti e la chiusura totale nel fine settimana e nei festivi.

"Sarebbe un colpo di grazia all’occupazione non è possibile far pagare ai ristoranti il prezzo dell’emergenza Covid, assimilando chi per rispettare le regole ha investito nella riduzione dei posti, nel distanziamento e nelle misure previste a chi invece non le rispetta e crea assembramenti" allerta Scordamaglia. 

A rischio 250.000 famiglie, oltre 2 milioni di lavoratori

"Piuttosto si facciano i controlli e si chiuda chi non è in regola. [...] Basta chiedere solo sacrifici a chi rispetta le regole" prosegue il consigliere.

Secondo le stime Filiera Italia i consumi alimentari fuori casa valgono 84 miliardi di euro e i ristoratori ne hanno già persi 34, con un effetto a catena sull’intera filiera agroalimentare con il crollo anche fino al 40% della valorizzazione della vendita di vini formaggi e salumi.

Negli scorsi giorni Filiera Italia insieme a Coldiretti hanno richiesto un tavolo d'incontro con il Governo per discutere di mosse concrete da effettuare per superare le criticità della pandemia e permettere la ripresa del Paese.

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