18:55 28 Novembre 2020
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Con l’avanzare della pandemia vola il prezzo del grano, che fa registrare un aumento del 16% nell’ultimo, stando all’analisi della Coldiretti per i contratti future con consegna a dicembre alla chiusura settimanale del Chicago Bord of Trade (CBOT), il punto di riferimento internazionale delle materie prime agricole.

L’andamento del cereale più consumato nei paesi occidentali si riflette anche in Italia, dove le quotazioni del grano duro per la pasta sono aumentate nell’ultimo anno di quasi il 20%, per raggiungere un valore di 28 centesimi al chilo per il buono mercantile nazionale, secondo l’analisi condotta dall’organizzazione degli imprenditori agricoli sui dati della Granaria di Milano.

Per Coldiretti, l’aumento delle quotazioni alla borsa di Chicago conferma come l’allarme globale provocato dal coronavirus abbia fatto emergere una maggiore consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo.

Investire sull’agricoltura nazionale

L'organizzazione chiede quindi di puntare all'autosufficienza, investendo sull'agricoltura nazionale e dando vita a rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino il made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione, con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto equo.

Secondo l'Istat, nel 2020 la produzione di grano duro nazionale per la pasta è pari a 3,76 milioni di tonnellate, in leggera contrazione del 3,7% rispetto allo scorso anno, mentre il raccolto di grano tenero per il pane è stimato in 2,74 milioni di tonnellate.

Dati per cui oggi l’Italia dipende dall’estero per circa il 60% del grano tenero, mentre viene importato attorno al 25% del grano duro. Una percentuale, quest’ultima, in calo grazie anche all’aumento della domanda di pasta con grano 100% italiano.

Boom per la pasta italiana

Nel 2020 gli acquisti della pasta made in Italy che utilizza solo grano nazionale sono infatti aumentati del 29% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, secondo l’analisi condotta dalla Coldiretti sui dati Ismea relativi ai primi sei mesi dell’anno.

Un aumento trainato dalla tendenza dei consumatori a cercare prodotti di origine nazionale per sostenere l’economia e il lavoro del territorio in un momento difficile per il paese a causa della pandemia.

Tuttavia, la domanda di grano 100% made in Italy si scontra con anni di disattenzione e abbandono, che nell’ultimo decennio hanno portato alla scomparsa di un campo su cinque, con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati.

“L’Italia deve riscoprire la propria tradizione agricola per puntare all’obiettivo della autosufficienza a tavola, per difendersi dalle turbolenze provocate dall’emergenza coronavirus che ha scatenato corse agli accaparramenti e guerre commerciali con tensioni e nuove povertà”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini.

 

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