16:36 24 Novembre 2020
Italia
URL abbreviato
1070
Seguici su

Lancette indietro di 60 minuti nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Guadagniamo un'ora di sonno ma perdiamo un'ora di luce. Ecco cosa c'è da sapere.

Arrivederci ora legale, bentornata ora solare! Questa notte gli orologi tornano indietro di un'ora, dalle 3 alle 2, regalando 60 minuti in più di sonno.

Il nuovo orario resterà in vigore sino a domenica 28 marzo. 

L'introduzione dell'orario solare avrà conseguenze sulla bolletta energetica. Si acquisterà un'ora ma si perderà un'ora di luce il pomeriggio.

Nei 7 mesi di ora legale l'Italia ha risparmiato complessivamente 400 milioni di kilowattora di elettricità, pari al consumo medio annuo di circa 150 mila famiglie, fa sapere Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale.

Si tratta di un beneficio economico per il sistema pari a 66 milioni di euro. 

Gli impatti positivi non si calcolano solo in termini di risparmio economico delle famiglie, ma anche di impatto ambientale.

Con l'ora legale si registra una diminuzione di 205 mila tonnellate in meno di CO2 immesse in atmosfera. 

Abolizione del cambio orario

L'alternanza di orario solare e legale non esiste in tutti i Paesi e adesso anche in seno all'Unione europea alcuni Stati membri hanno avanzato la proposta di abolire l'ora legale e tenere un unico orario per i dodici mesi dell'anno. 

A farsi promotori della proposta, avanzata tra il luglio e l'agosto del 2018, sono stati i Paesi del Nord Europa, con Polonia e Finlandia in testa, ottenendo il 76% dei pareri favorevoli in Parlamento europeo.

Ma la proposta è naufragata quando in Commissione Ue non si è riusciti ad arrivare ad un accordo. 

Gli Stati avranno tempo sino all'aprile 2021 per decidere quale regime adottare.

I Paesi dell'Europa Meridionale potranno mettere al bando l'ora solare per guadagnare un'ora di luce in più al giorno, come ha già fatto la Francia.

L'Italia ha rifiutato di scegliere. Con un position paper inviato dal governo Conte nel 2019 l'Italia ha fatto sapere alla Ue che manterrà l'attuale regime. Quindi, a meno di stravolgimenti, il 28 marzo non sarà l'ultima volta che sposteremo le lancette dei nostri orologi. 

Tags:
UE, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook