21:16 03 Dicembre 2020
Italia
URL abbreviato
Di
350
Seguici su

L’associazione delle Pmi del commercio, del turismo, dei servizi, dell’artigianato e dell’industria lancia oggi l’allarme anche sul rischio che si arrivi a 110.000 cessazioni di impresa nel 2020, chiedendo aiuti contestuali alle restrizioni decise dal governo per contenere la pandemia di Covid-19

La Confesercenti ha spiegato oggi che le nuove disposizioni porteranno a un’ulteriore riduzione di circa 5,8 miliardi di consumi delle famiglie, infliggendo un nuovo colpo a commercio, turismo e somministrazione, che potrebbe a sua volta determinare la chiusura di altre 20.000 attività, portando da 90.000 a 110.000 le cessazioni di impresa nel 2020.

Anche uno stop relativamente 'soft' come quello annunciato finora rischia di avere conseguenze difficilmente sostenibili per le imprese secondo l'associazione, e qualora le chiusure venissero imposte anche per la prima settimana di novembre, la riduzione complessiva della spesa delle famiglie per il 2020 potrebbe toccare tra i 90 e i 95,8 miliardi di euro.

Cifra che presumono un ritorno alla normalità in occasione delle festività natalizie, quindi un rimbalzo della spesa nel mese di dicembre. 

Più drammatiche sarebbero le conseguenze nel caso si dovesse tornare a un lockdown generalizzato come quello dei mesi di marzo e aprile, perché due nuovi mesi di chiusura determinerebbero un crollo immediato della spesa di 40 miliardi.

Bisogna cambiare passo: occorre intervenire a sostegno delle imprese durante la fase acuta dell’emergenza, non dopo. E’ inaccettabile che i provvedimenti di restrizione alle attività delle imprese non siano contestualmente accompagnate da ristori congrui e subito disponibili alle imprese, dal primo minuto, ha dichiarato Patrizia De Luise, presidente nazionale di Confesercenti. 

Cosa chiede Confesercenti

L’associazione chiede soluzioni per agevolare l’accesso al credito e per fronteggiare i costi fissi, e una nuova normativa d’emergenza sugli affitti. Secondo le stime, infatti, ci sono almeno 70.000 attività che non riescono più a pagare il canone.

Confesercenti reputa necessario anche bloccare le procedure di fallimento, evidenziando il fatto che Cig e blocco dei licenziamenti, su cui il governo si sta confrontando con le parti sociali, non sarebbero più necessari in assenza di imprese capaci di dare lavoro.

Ripresa incerta dopo il lockdown di marzo e aprile

Il mese scorso l'associazione aveva denunciato l'assenza di una ripresa convinta dei consumi, dopo il lockdown di marzo e aprile, con un calo di oltre 2.300 euro di spesa in beni e servizi da parte delle famiglie tra i mesi di marzo e agosto, per un totale di 59,2 miliardi di euro di acquisti venuti meno dall'inizio della crisi Covid. 

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook