15:17 24 Novembre 2020
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Il monitoraggio settimanale del Ministero della Salute con l'Istituto superiore di sanità, emerge una situazione in "rapido peggioramento", con un Rt pari a 1,5.

La situazione dell'epidemia è in rapido peggioramento e compatibile complessivamente con uno scenario di tipo 3, con rapidità di progressione in alcune regioni italiane. Lo riferisce l'ultimo monitoraggio elaborato dall'Iss per il Ministero della Salute, riferito alla settimana tra il 12 e il 18 ottobre. 

Gli esperti ritengono necessari l'adozione misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, volte a ridurre le interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità. 

Invitano le regioni e le pubbliche amministrazioni ad effettuare rapidamente un'analisi del rischio e considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette.

Il quadro sanitario in Italia 

L'Italia scivola dunque verso il terzo scenario delineato dall'Iss, con segnali di criticità dei servizi territoriali e del raggiungimento imminente di soglie critiche dei servizi assistenziali di diverse Regioni/PA.

Nel periodo considerato si rileva un'incidenza dei positivi in aumento 146,18 per 100.000 abitanti rispetto al periodo precedente dal 28 settembre all'11 ottobre, quando il rapporto positivi/abitanti era pari a 75 per 100.000. Sono emerse criticità nei tracciamenti, difatti sono un positivo su quattro è stato rilevato attraverso attività di tracciamento di contatti, mentre il 31,7% è stato rilevato attraverso la comparsa dei sintomi.

In aumento anche il numero di positivi sintomatici che in una settimana passa da  15.189 a 27.114. Nella settimana dal 01 - 14 ottobre 2020, l'indice Rt registrato sui casi sintomatici è pari a 1,50. In quasi tutte le regioni ha un valore superiore a 1,24. 

I focolai attivi sono 7.625 di cui 1.286 nuovi, per la prima volta in diminuzione rispetto alla settimana precedente (1.749).

Focolai nelle scuole

Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, alla luce della nuova situazione epidemiologica, esorta a non uscire di casa se non per stretto necessario, e avverte sui rischi di nuovi focolai nelle scuole.  

"Aumenta gradualmente il numero dei focolai Covid che si rilevano a livello scolastico e soprattutto vanno poste sotto attenzione le attività extrascolastiche", avverte in un video pubblicato assieme al monitoraggio. 

Anche se la trasmissione intra-scolastica appare ancora limitata, pari al 3,5% di tutti i nuovi i focolai, che le attività extra e peri-scolastiche "possono costituire un innesco di catene di trasmissione laddove non vengano rispettate le misure di prevenzione previste", si legge nel report. 

Non ci resta che chiudere

"Al punto in cui siamo giunti, e dopo aver sprecato tutto ciò che con grande sacrificio è stato fatto nei mesi scorsi, non resta che la chiusura delle attività. Ormai, solo chiudendo tutto si può fermare l'epidemia", ha detto il virologo Andrea Crisanti,  in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno.

 "Fondamentalmente non è stato fatto nulla. L'unica cosa che è stata fatta è di sperare che fosse finita", ha aggiunto il professore di Padova, parlando delle misure per prevenire la seconda ondata.

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Ministero della Salute, Coronavirus, Italia
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