03:44 03 Dicembre 2020
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"Sono arrabbiatissimo con Giovanni Toti. Gli ho telefonato e lasciato più volte messaggi ma non mi risponde più", queste le parole di Silvio Berlusconi, dopo che il governatore della Liguria ha lasciato fuori dalla giunta Forza Italia.

Alle elezioni regionali dello scorso settembre, Giovanni Toti, a capo della lista Cambiamo, alleata con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, è stato confermato alla guida della Liguria, ottenendo oltre il 56% dei voti. Stando alla ricostruzione fatta dal Corriere della Sera, il governatore aveva accettato di far entrare in giunta l’unico eletto di Forza Italia, a patto che lasciasse il posto in consiglio comunale.

Ma l’eletto della lista azzurra, Claudio Muzio non ha accettato l’offerta, preferendo rimanere in consiglio. I forzisti avevano allora chiesto di indicare un assessore esterno, ma Toti ha chiuso la propria squadra di governo con i rappresentanti dei partiti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

L’esclusione di Forza Italia dalla giunta, alla luce della distribuzione delle deleghe, rappresenta insieme un atto di immaturità e di arroganza politica. Forza Italia che con il presidente Silvio Berlusconi ha fondato e poi federato gli altri partiti del centrodestra aveva non solo il diritto ma il dovere di rappresentare nella giunta quella fetta di elettorato che si riconosce nelle posizioni del presidente.

A nulla sono valsi gli appelli, a nulla gli inviti a ragionare così come si sono rivelate false le rassicurazioni fornite dallo stesso Toti ancora a ridosso della formazione della giunta. Quella che governerà la Liguria non è dunque una giunta di centrodestra ma una giunta che fa perno sul movimento ligure del presidente Toti con la rappresentanza di una parte del centrodestra, aveva commentato Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.

Tra i berlusconiani c’è chi sospetta che Toti si sia vendicato, dopo che la sua forza politica non è stata ammessa al tavolo delle trattative in vista della prossima tornata di elezioni amministrative. “Assolutamente falso. Da parte mia non c’è alcun intento di vendetta o cose così”, ha mandato a dire il governatore agli ambasciatori berlusconiani. Poi ai fedelissimi ha spiegato:

"E’ vero, ho smesso di rispondere alle telefonate di Berlusconi. Ma vi garantisco che da parte mia non c’è alcun elemento di rivalsa. È politica, tutto qua".
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