03:59 28 Novembre 2020
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Dopo le segnalazioni di donne vittime di un particolare tipo di "deep fake", cioè video e immagini realizzati attraverso delle app che consentono di trasformare il volto, la voce e il corpo delle persone, il Garante per la privacy ha aperto un'istruttoria contro Telegram.

Il Garante per la privacy ha aperto un'istruttoria nei confronti di Telegram per l'app "spoglia-donne" in seguito ad alcune notizie su delle ragazze vittime di deep fake. Le loro foto di fatto si erano ritrovate "spogliate" sull'app di messaggistica dopo che alcuni utenti avevano manipolato le loro foto.

Gli utenti Telegram utilizzavano il programma informatico derivato da un software chiamato "DeepNude", disponibile sul canale social.

Quest'ultimo impiega l'intelligenza artificiale per ricostruire l'aspetto che avrebbe il corpo sotto gli indumenti ed è in grado di umiliare pubblicamente le vittime, inoltre le immagini rischiano di diventare virali, moltiplicando il danno.

"Le gravi lesioni alla dignità e alla privacy a cui l’uso di un software simile espone le persone, soprattutto se minori, sono evidenti, considerati anche il rischio che tali immagini vengano usate a fini estorsivi o di revenge porn e tenuto conto dei danni irreparabili a cui potrebbe portare una incontrollata circolazione delle immagini, fino a forme di vera e propria viralizzazione. La facilità d’uso di questo programma rende, peraltro, potenzialmente vittime di deep fake chiunque abbia una foto sul web" ha dichiarato nel comunicato stampa il Garante per la protezione dei dati personali.

Il Garante chiederà a Telegram di fornire informazioni per verificare il rispetto delle norme sulla protezione dei dati nella messa a disposizione agli utenti del programma informatico, nonché di accertare l’eventuale conservazione delle immagini manipolate e le finalità di una tale conservazione.

Oltre all’avvio dell’istruttoria, il Garante sta valutando altre iniziative per contrastare gli usi illeciti di questo tipo di software e contenere gli effetti distorsivi del più ampio fenomeno del deep fake.

Ad agosto la Polizia postale di Firenze ha concluso una indagine su nove persone ritenute essere pedofili, i quali detenevano immagini e video pedopornografici anche di minori molto piccoli. I poliziotti hanno inoltre scoperto su Telegram la presenza di canali pedopornografici il cui accesso è concesso solo dietro il pagamento di una tariffa pari a 15 euro.

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