03:00 28 Novembre 2020
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L'ultimo monitoraggio della Fondazione GIMBE rileva un peggioramento riguardo tutti gli indicatori dell'epidemia e il fallimento delle strategie di tracciamento in quasi tutte le regioni. Gimbe lancia l'allarme alla politica, definendo le misure degli ultimi due Dpcm insufficienti.

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 14-20 ottobre, rispetto alla precedente, un incremento esponenziale nel trend dei nuovi casi a fronte di un rilevante aumento dei casi testati e di un ulteriore netto incremento del rapporto positivi/casi testati (10,9% contro il precedente 7%).

Questo mostra un peggioramento di tutti gli indicatori dell'epidemia, insieme al fallimento delle strategie di tracciamento nella maggioranza delle regioni.

"Con l’aumentare vertiginoso dei numeri il dato nazionale non rende conto di marcate differenze regionali, oltre che provinciali, che indicano le aree che richiedono provvedimenti più restrittivi per circoscrivere tempestivamente tutti i focolai e arginare il contagio diffuso" spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE.

Monitoraggio della settimana 14-20 ottobre

"In questa fase di rapida risalita dei contagi piuttosto che contare i numeri del giorno, è fondamentale seguire la dinamica delle curve su base settimanale. Infatti, dal 6 ottobre si impenna il trend dei casi attualmente positivi, dei pazienti ricoverati con sintomi e di quelli in terapia intensiva, seguito una settimana dopo da quello dei decessi" ha spiegato Cartabellotta.

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 243 (+112,5%)
  • Terapia intensiva: +356 (+69,3%)
  • Ricoverati con sintomi: +3.378 (+66,5%)
  • Nuovi casi: 33.778 (+95,9%)
  • Casi attualmente positivi: +55.546 (+63,7%)
  • Casi testati +124.989 (+24,7%)
  • Tamponi totali: +202.871 (+24,8%)

Cartabellotta: "Servono misure di contenimento più rigorose al fine di evitare un nuovo lockdown generalizzato"

Nell'ultimo rapporto la Fondazione GIMBE denuncia il fallimento della strategia politica, poiché le misure introdotte dai due Dpcm oltre alle nuove restrizioni imposte da alcune regioni sono insufficienti e tardive rispetto al trend di crescita della curva epidemica.

Il Presidente della Fondazione GIMBE Cartabellotta afferma che per prevenire il sovraccarico di ospedali e terapie intensive servono misure di contenimento più rigorose.

"L’avvicendarsi di DPCM a cadenza settimanale e la parallela introduzione di ulteriori misure in alcune Regioni, dal coprifuoco alla chiusura dei centri commerciali nei weekend, dimostrano tuttavia che la politica non ha una vera strategia per contenere la seconda ondata. Se, come riferito dal premier Conte in Parlamento, l’obiettivo è quello di tutelare sia la salute che l’economia, Governo, Regioni ed Enti locali devono prendere atto che il virus corre sempre più veloce delle loro decisioni. Non si può continuare ad inseguirlo basandosi sui numeri del giorno che riflettono i contagi di 15 giorni prima, ma occorre guardare alla proiezione delle curve a 2 settimane per decidere immediatamente lockdown mirati, eventuali zone rosse locali e misure restrittive molto più rigorose" conclude Cartabellotta.

Covid in Italia, gli ultimi dati

Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Salute, oggi in Italia è stato nuovamente raggiunto un record di contagi con 16.079 nuovi casi su oltre 170mila tamponi. La cifra porta il totale di contagi dall'inizio della pandemia a 465.726, con 169.302 attualmente positivi. Nella giornata di oggi sono stati 2.082 i guariti e 136 i morti.

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