03:00 03 Dicembre 2020
Italia
URL abbreviato
232
Seguici su

Luigi La Morgia ha ribadito oggi al tavolo con governo e rappresentanti dei lavoratori, la decisione irremovibile dell'azienda di chiudere le linee di produzione il prossimo 31 ottobre.

"L'incontro di oggi è andato molto male, l'azienda ha confermato la decisione di chiudere Napoli", ha dichiarato Barbara Tibaldi segretaria nazionale Fiom-Cgil, in un videomessaggio pervenuto a Sputnik Italia, dopo la chiusura del tavolo di questa mattina in cui è stato deciso il destino dello stabilimento Whirlpool di Napoli. 

Alla riunione hanno preso parte il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, i rappresentanti dei lavoratori e il vicepresidente Emea, Luigi La Morgia, che ha riconfermato la decisione inflessibile dell'azienda di chiudere le linee di produzione il 31 ottobre. 

Fiom, in un comunicato stampa, chiede la convocazione urgente di un tavolo a Palazzo Chigi per portare la vertenza all’attenzione del Premier Giuseppe Conte.

"L’azienda ha svelato la tua totale inaffidabilità - si legge nella nota firmata da Tibaldi e dalla segretaria generale Anna Re David - e sembra profilarsi un depotenziamento della strategia industriale di Whirlpool in Italia. La vertenza Whirlpool è emblematica dell’autorevolezza del Governo italiano. Dopo le comunicazioni di oggi la fase di melina con l’azienda è finita, non c’è più tempo per Napoli".

La Tibaldi definisce assurde le motivazioni presentate dall'azienda per giustificare la chiusura del punto di produzione partenopeo. 

"Il prodotto che hanno attribuito a Napoli, secondo l'azienda, non andrebbe bene, eppure - sottolinea Tibaldi - l'azienda si appresta chiudere l'anno andando bene e recuperando denaro, utili e produzione. Ci chiediamo perché non portare nuove produzioni a Napoli dall'estero? E chiediamo al governo: perché non finanziare e sostenere quelle aziende che portano lavoro, senza dare soldi indiscriminatamente a tutti?". 

Nell’ottobre del 2018 con un accordo firmato al Ministero dello Sviluppo economico, Whirlpool a fronte dell’utilizzo di ammortizzatori sociali e di sovvenzioni da parte delle istituzioni, aveva presentato un piano di produzione con investimenti per 250 milioni di euro su tutti gli stabilimenti italiani.

fornita da Antonio Donnarumma
Fiom ritiene che questi impegni siano stati completamente disattesi, con l'annuncio arrivato a metà del 2019 Whirlpool della chiusura dell’impianto di Napoli e confermato oggi da La Morgia, nonostante il risultato positivo del secondo quadrimestre, in contraddizione con la chiusura di Napoli. 

​Viene chiesto un impegno forte della presidenza del Consiglio dei Ministri "per fermare questo scempio", dice la Tibaldi. 

"Diamo un messaggio preciso - avverte - se toglierete il blocco dei licenziamenti, questo sarà esattamente quello che accadrà a migliaia di persone in tantissime aziende. All'azienda diciamo: è finita la fase del dialogo, purtroppo inizia quella dello scontro sociale. Siamo obbligati a difenderci". 

"Napoli sarà il Vietnam di Whirpool"

I sindacalisti si aspettano che dal vertice di questa sera con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, arrivino delle risposte concrete. L'aspettativa è alta: che si produca un cambiamento di posizione dell'azienda e si costringa a rispettare i piani industriali, scrive in un comunicato di fuoco Rosario Rappa, segretario di Fiom a Napoli, in cui viene annunciata l'occupazione dell'impianto. 

"Metteremo in campo azioni eclatanti. Se qualcuno pensa che dobbiamo maturare il lutto, si sbaglia. Sarà il Vietnam per la Whirlpool. Le lavoratrici e i lavoratori riapriranno la produzioni di lavatrici a Napoli”, scrive Rappa.

Intanto, in protesta contro la chiusura dello stabilimento di Napoli e chiedere alla politica di mettere in campo soluzioni per salvare l'industria italiana e migliaia di posti di lavoro, Fiom ha indetto per domani un presidio in piazza Plebiscito a Napoli, a partire dalle 10 del mattino. 

Contemporaneamente i lavoratori del gruppo Emea sono in agitazione per lo sciopero e la manifestazione indetti per oggi e domani 23 ottobre dai sindacati Fiom, Film e Uilm. 

Il caso Whirlpool

Ad inizio anno Whirlpool, nel corso di un tavolo con il Ministro dello Sviluppo Economico, aveva fatto sapere di non poter più sostenere l’impianto di produzione di Napoli.

Secondo quanto riferito dai vertici di Whirlpool, l’impianto di Napoli perde 20 milioni di euro annui ed è una situazione nota ai dirigenti dell’azienda sin dal 2018. L’azienda rivendica di aver provato a rilanciare il sito produttivo, ma di non esserci riuscita.

L’impianto di Napoli, che chiuderà il 31 ottobre 2020, avrebbe dovuto ricevere ulteriori 17 milioni di investimenti che sono stati dirottati sugli altri impianti dell’azienda presenti in Italia.

 

 

Tags:
CGIL, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook