03:31 29 Novembre 2020
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Piero Di Lorenzo, l'Ad della biotech italiana che collabora con AstraZeneca nella produzione del vaccino Oxford, ha confermato a Financialounge.com che le prime dosi arriveranno a dicembre dopo la fine dei test clinici prevista nei prossimi due mesi, come annunciato dal premier Conte.

L'annuncio fatto dal premier Conte è stato confermato da Piero Di Lorenzo, l'Ad di IRBM Pomezia: le prime dosi del vaccino per il COVID-19 saranno disponibili in Italia sin dai primi di dicembre.

L'Italia potrebbe ricevere 2-3 milioni di dosi da distribuire inizialmente tra operatori sanitari, forze dell'ordine e ospiti RSA. Così ha riferito al portale Financelounge.com il numero uno dell'azienda farmaceutica italiana che sta collaborando assieme a AstraZeneca nella produzione del vaccino Oxford. 

“Non sono certo io che devo validare una dichiarazione del presidente del Consiglio, quello che lui dice per me è oro colato - premette di Di Lorenzo – ma per quanto mi riguarda io ribadisco che se non insorgono problematiche improvvise è ragionevole pensare che la fase clinica di sperimentazione possa concludersi entro fine novembre o primi di dicembre”.

Validazione in tempi rapidi

Una volta conclusa la fase tre il vaccino passerà all'Agenzia Europea del Farmaco (EMA), per la validazione che normalmente avviene in 6/12 mesi, ma in una situazione di pandemia, verrà validata celermente, spiega Di Lorenzo, che parla di poche settimane per il via libera con la "rolling review".

Dati alla mano se “il trial clinico può concludersi prima della fine di novembre", il vaccino potrà essere disponibile in Italia nelle prime settimane di dicembre, osserva Di Lorenzo, "ma certamente non posso fare previsioni o commenti sui tempi di validazione”, aggiunge.

Entro fine anno in Europa potrebbero arrivare 15-20 milioni di dosi e circa 2-3 milioni all'Italia, delle 70 milioni commissionate. Una volta ottenuto l'approvazione dell'EMA il vaccino potrà essere prodotto su larga scala per essere immesso nel mercato.

 “La distribuzione su scala globale non è proibitiva – spiega – perché un player come AstraZeneca ha la capacità di produrre 2 miliardi di dosi entro giugno 2021 e ha già cominciato a fabbricare dosi da un paio di mesi”.

Il vaccino Oxford

Lo scorso marzo Advent-Irbm di Pomezia ha iniziato a collaborare con partner britannici, tra cui AstraZeneca e Jenner Institute della Oxford University, per lo sviluppo di un vaccino per il nuovo coronavirus, inizialmente previsto per settembre 2020. In estate la Commissione Ue ha firmato un accordo di acquisto anticipato di 400 milioni di dosi di vaccino Oxford da distribuire tra gli Stati membri.

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Coronavirus, vaccino, Europa, Italia
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